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In viaggio verso Plutone con New Horizons

In viaggio verso Plutone con New Horizons

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Da sempre l’uomo ha cercato di studiare lo spazio, facendo nuove scoperte ed esplorando corpi celesti grazie a missioni spaziali che nel tempo hanno portato le sonde terrestri sui pianeti del sistema solare.

Una delle missioni ,che ha da poco centrato uno dei suoi obiettivi, vede come protagonista la sonda spaziale “New Horizons” ( progettata dalla NASA) che ha come obiettivo l’esplorazione di Plutone e del suo satellite Caronte. Il viaggio dalla Terra a Plutone è durato ben nove anni, il lancio è avvenuto il 19 gennaio 2006 dalla base di Cape Canaveral , ed ha sorvolato per la prima volta il nono pianeta del sistema solare il 14 luglio 2015.

L’obiettivo primario della missione, è quello di studiare la geologia e la morfologia del pianeta , per creare una mappa della superficie ed analizzarne l’atmosfera. In seguito, la sonda dovrebbe raggiungere anche la fascia di Kuiper per inviare dati alla Terra ed effettuare il sorvolo di uno o più oggetti della fascia.

La sonda contiene una parte delle ceneri di Clyde Tombaugh (l’astronomo che nel 1930 scoprì Plutone), un cd-rom con i nomi di 434 mila persone che si sono iscritte al progetto, due monete, due bandiere degli Stati Uniti e un francobollo del 1991 che recita: «Plutone: non ancora esplorato».

La prima fase del lancio aveva previsto il raggiungimento di Giove per sfruttare il suo campo gravitazionale come “fionda gravitazionale”, velocizzando il viaggio di 2-3 anni. Questa manovra è stata comunque utile per fare delle osservazioni scientifiche riguardanti l’attività vulcanica sul pianeta rosso e di alcuni suoi satelliti. Il sorvolo di Giove durò per quattro mesi.

Le prime immagini di Plutone sono state riprese tra il 21 e il 24 settembre 2006, ritraggono il pianeta nano ad una distanza di 4,2 miliardi di km, e hanno confermato le capacità dei sistemi di bordo di seguire oggetti distanti, che sono indispensabili per effettuare le manovre verso il pianeta e gli altri oggetti della fascia di Kuiper.

La sonda, che attualmente sta sorvolando plutone, ha la forma di un triangolo con un RTG cilindrico che sporge da un lato del triangolo e un’antenna parabolica da 2,5 metri di diametro. Per la comunicazione con la terra utilizza la banda X, trasmettendo da Plutone 768 bit/s. La sonda è dotata di stabilizzatori lungo i tre assi e monta su un lato due fotocamere astronomiche (prodotte da Galileo Avionica) per il controllo di precisione dell’assetto.
Questa monta sette strumenti tra cui una fotocamera digitale ad alta risoluzione nel campo del visibile (LORRI ). Il Pluto Exploration Remote Sensing Investigation (PERSI) consistente in diversi strumenti : Ralph telescopio con diverse lunghezze d’onda analizzabili, un CCD per le lunghezze d’onda visibili (MVIC), uno spettroscopio per l’infrarosso (LEISA) e uno spettroscopio per l’ultravioletto (Alice).

Durante il sorvolo , LORRI dovrebbe ottenere immagini con risoluzione di 60 m/px , mentre il MVIC potrebbe ottenere mappe del lato illuminato a 4 colori con una risoluzione di 1,6 km. Nel frattempo, alice caratterizzerà l’atmosfera, sia per le emissioni di molecole atmosferiche che dall’occultamento delle stelle sullo sfondo.

Grazie al lavoro di questi strumenti la sonda ha catturato delle immagini che hanno lasciato spiazzata l’intera comunità scientifica. In una foto catturata da 77 mila km dalla superficie, si notano dei rilievi alti circa 3500 m. Come si siano formati questi rilievi rimane un mistero, ma ciò sta ad indicare che plutone è un pianeta geologicamente attivo, al contrario di quello che si pensava qualche anno fa. Inoltre la presenza di montagne di 4000 m può essere sostenuta soltanto da un materiale più consistente di ghiaccio di metano o azoto, ovvero ghiaccio d’acqua. Questo fa intuire che la crosta di materiali volatili può essere soltanto una crosta sottile che ricopre una crosta con abbondanza di ghiaccio d’acqua.

La missione di New Horizons non è finita, chissà quali altre nuove sorprese arriveranno da Plutone.

Armando Garofalo

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