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Eclissi solare nell’Equinozio di Primavera, la prima notevole del XXI Secolo per gli Stati Uniti di Europa

Eclissi solare nell’Equinozio di Primavera, la prima notevole del XXI Secolo per gli Stati Uniti di Europa

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Eclissi equinoziale polare di Sole! Venerdì mattina 20 Marzo 2015, giorno dell’Equinozio di Primavera nell’emisfero boreale della Terra, il disco solare viene oscurato da quello lunare che è, più o meno, delle stesse dimensioni apparenti. Pochi giorni dopo il Flare solare “X” più energetico diretto sul nostro pianeta che ha prodotto la tempesta geomagnetica di classe 4 finora più importante dell’attuale ciclo, e poche ore prima dell’Equinozio primaverile, la Luna si posiziona tra il nostro pianeta e il Sole, nella Costellazione dei Pesci, occultando ai nostri occhi una parte della sua superficie. È la prima Eclissi notevole del XXI Secolo per gli Stati Uniti di Europa. La naturale “scomparsa” parziale o totale del Sole non è nulla di magico come pensavano i nostri Antenati. L’Eclissi di Sole del 20 Marzo (#eclipse2015) è molto speciale perché risulta totale sull’Atlantico settentrionale per alcuni Paesi del Nord Europa e parziale per la maggior parte del Vecchio Continente e del Mediterraneo a ferro e fuoco a causa del terrorismo dei Warlords.

L’Eclissi è un evento astronomico molto interessante per l’Italia, tanto affascinate e straordinario per il pubblico quanto naturale e prevedibile per gli astronomi. Nel Belpaese è ben visibile tra le 9:23 e le 11:39 del mattino quando il Sole viene occultato dalla ben più vasta penombra della Luna, grazie alla posizione del nostro luminare che nella fase massima del fenomeno è alto in cielo. Dall’Italia non si osserva il Sole Nero, la totalità prodotta dalla più piccola ombra lunare. La parte di Sole eclissata aumenta da Sud a Nord. La magnitudine, la frazione del diametro del disco solare coperta dal disco lunare durante la fase centrale dell’Eclisse, oscilla tra un valore minimo di 0,541 per un osservatore di Palermo e un valore massimo di 0,713 per chi osserva da Milano. È la prima Eclissi di Sole dal 3 Novembre 2013 e la prima equinoziale polare del XXI Secolo in quanto la fascia di totalità dell’ombra della Luna nasce in pieno Oceano Atlantico a sud della Groenlandia, attraversa velocemente le 18 Isole danesi Faroe e l’arcipelago norvegese delle Svalbard, per poi sfrecciare via nell’Oceano Artico quasi esattamente al Polo Nord. A Roma il disco solare risulta coperto per il 62 percento del diametro apparente del Sole, a Vienna per il 70 percento, a L’Aia per l’81 percento, a Parigi per il 75 percento, a Madrid per il 65 percento. I Londinesi sperimentano, come la Flotta Astrale in “Star Trek Into Darkness”, una marcata oscurità, fino all’87 percento. In Scozia, Irlanda, Norvegia, Svezia centrale e settentrionale, Finlandia del nord e Islanda (97 percento di copertura a Reykjavik), vicinissime alla fascia di totalità, l’Eclissi parziale è molto vistosa. Il punto focale esatto di massima durata della totalità dell’Eclissi di Sole si verifica esattamente 260 Km a nord delle Isole Faroe, nel Mare di Norvegia, tra la Scozia e l’Islanda, dove sono state organizzate escursioni a bordo di navi da crociera e battelli.

Qui il Sole viene oscurato totalmente per 2 minuti e 46,9 secondi. L’oscura ellisse dell’ombra lunare proiettata sulla superficie della Terra, misura in questo evento 463 Km di larghezza per 150 Km di lunghezza. Le dimensioni eccezionali del fenomeno sono in parte dovute al fatto che 13,5 ore prima dell’Eclissi di Sole, la terza Super Luna del 2015 raggiunge il punto della sua orbita più vicino al nostro pianeta, il Perigeo, a 357.584 Km. E poiché l’ombra lunare interessa l’Artico, disegna la famosa ellissi ad un angolo piuttosto obliquo della superficie terrestre, determinando la forma ellittica della totalità che spazza l’intero arco del fenomeno ad elevata velocità ipersonica! Un’ora e mezzo dopo aver lasciato le Isole Faroe, il Sole Nero conquista le Svalbard, a metà strada tra la Norvegia e il Polo Nord, interessando le Isole di Spitsbergen, Nordaustlandet e Edgeøya. Se si escludono le stazioni ricerca di Alert, Nunavut e Nord in Groenlandia, le Svalbard sono l’avamposto umano più a nord sulla Terra con una popolazione residente di 2.642 persone. La città di Barentsburg sull’Isola di Spitsbergen, una delle più importanti delle Svalbard, sperimenta la totalità dell’Eclissi “bassa” di Sole per 2 minuti e 20 secondi, a cominciare dalle ore universali 10:11 GMT, con il nostro luminare alto appena 11 gradi sopra l’orizzonte di sud-sudest. Sempre che le condizioni meteo della regione, quasi sempre sfavorevoli in questo periodo dell’anno, consentano le migliori osservazioni ai numerosi turisti astronomici giunti sul posto per assistere all’Eclisse di Sole. Le chance di un cielo limpido sono appena del 20,4 percento per Isole Faroe e del 34,6 percento per Spitsbergen. In genere, la fortuna premia gli audaci. L’Eclissi di Sole è parziale nella più ampia fascia di penombra lunare che attraversa l’Europa, il Nord Africa e l’Asia settentrionale. Il diametro del disco solare in Europa viene parzialmente oscurato dal 50 al 99 percento.

Gli osservatori che sperimentano una copertura superiore all’80 percento possono percepire chiaramente uno strano crepuscolo per pochi minuti. “La nostra penisola si trova nell’area di penombra – osserva Andrea Comastri, Direttore dell’Osservatorio Astronomico Inaf di Bologna – ragionando in termini di percentuale di disco solare coperto dalla Luna, l’area più fortunata sarà quella del Nord Italia. Nel Bolognese l’occultamento comincia alle 9:25 del mattino, per raggiungere il massimo alle 10:33; procedendo verso Sud, la percentuale di copertura andrà diminuendo. La media nazionale italiana sarà intorno al 65 percento”. Dipende infatti dalla latitudine dell’osservatore. A Milano, il massimo è del 71 percento del diametro apparente del Sole. A Palermo non si supera il 54 percento. Per un osservatore da Roma, la Luna inizia a coprire il Sole alle 9:23 antimeridiane, con il massimo dell’oscuramento (62 percento) alle 10:31 e la fine del fenomeno alle 11:42 con l’uscita definitiva del nostro satellite naturale dal disco solare. I tempi variano di qualche minuto, in più o in meno, al variare delle località italiane da dove si guarda l’Eclissi. Si raccomanda di non osservare mai direttamente il Sole ad occhio nudo o, peggio, con binocoli o telescopi non protetti da speciali filtri solari astronomici di sicurezza tipo Baader AstroSolar Safety Film in Mylar, con un fattore di protezione superiore a 100mila. Ideali per realizzare un’ottima schermatura anche per videocamere e fotocamere, da inserire sempre sull’obiettivo dello strumento, mai sul fuoco dell’oculare! Il rischio è quello di danneggiare in modo permanente la propria vista con danni termici irreversibili alla retina (fotocoagulazione). Per seguire il fenomeno in tutta sicurezza, meglio indossare gli appositi occhialini certificati per Eclissi di Sole, sempre a base di Mylar con una capacità filtrante del 99,999 percento, che si possono trovare ad un piccolo prezzo nei negozi di ottica. Da evitare le soluzioni fai-da-te “affumicate” che non garantiscono un’adeguata schermatura della radiazione solare. “Un’Eclissi di Sole offre uno spettacolo indimenticabile che merita l’attenzione anche di chi non osserva il cielo abitualmente – rivela Massimo Della Valle, Direttore dell’Osservatorio Astronomico Inaf di Napoli – in passato le Eclissi di Sole, in particolare quelle totali, erano fenomeni che rivestivano grande interesse astrofisico.

Permettevano di studiare gli strati esterni della Fotosfera solare e la sua Corona, e non dimentichiamoci che negli Anni Venti del XX Secolo misurando l’entità della deflessione dei raggi luminosi provenienti dalle stelle prossime al bordo solare, visibili in cielo durante la fase di totalità, Arthur Eddington fu capace di verificare sperimentalmente una delle previsioni della Relatività Generale di Einstein (1915). In epoca recente l’importanza scientifica delle Eclissi è andata via via scemando. Tuttavia, al di là degli aspetti scientifici, la graduale diminuzione di luminosità del disco solare, che avviene in  pieno giorno e senza segni premonitori, non ha mai smesso di generare nell’Uomo antico, apprensione e paure”. L’evento astronomico non è raro ma più frequente di quanto genericamente si pensi: in genere ogni punto della Terra è interessato a un’Eclissi totale solare ogni tre secoli. Chi non dispone degli strumenti astronomici giusti, a portata di mano, può sempre collegarsi a Internet: la comunità scientifica dell’Osservatorio Mondiale al Tuo Comando Slooh (http://live.slooh.com/stadium/live/the-total-solar-eclipse-of-2015) a cura dell’Institute of Astrophysics delle Isole Canarie, mette a disposizione in diretta il suo telescopio. Idem il Virtual Telescope (www.virtualtelescope.eu/webtv/). È facile seguire il “live streaming” del fenomeno ripreso dal Celostato con filtri in luce H-Alfa dell’Osservatorio di Capodimonte a Napoli (OACNtv) direttamente dalla pagina Facebook e Twitter. L’osservazione unica consente di percepire gli aspetti più violenti del Sole, quali le Protuberanze e le Facole: visioni accessibili anche grazie ai Telescopi Solari della serie Coronado. Per l’occasione, lo streaming è anche ripreso dal portale italiano dell’Anno Internazionale della Luce (http://iyl2015.inaf.it/).

Il celostato dell’OAC ha due specchi piani del diametro di 30 centimetri ed una lunga storia che si intreccia con le Eclissi del secolo scorso. Costruito nel 1950 all’Osservatorio Astrofisico di Arcetri dal tecnico Fosco Tantulli, su disegno di Carlo Ferri e sotto la supervisione del professor Gugliemo Righini, Direttore dell’Osservatorio, lo strumento ha partecipato a molte campagne osservative: nel 1952 a Khartoum (Sudan), nel 1954 in Svezia, nel 1961 ad Arcetri, nel 1966 a Saronis (Grecia), Bagé (Brasile) e infine nel 1973 nella spedizione in Mauritania del professor Mario Rigutti allora Direttore dell’Osservatorio di Napoli e di Collurania. “Oggi il Celostato è un vero e proprio laboratorio solare dov’è possibile osservare il Sole in luce bianca oppure con filtri Hα, H-K Calcio e continuo a 5400 Angstrom – spiegano gli astronomi Luciano Terranegra e Maurizio Oliviero dell’Osservatorio Astronomico Inaf di Napoli – inoltre è in via di completamento la remotizzazione della strumentazione di banco ottico per consentire le osservazioni del Sole a scopi principalmente didattici”. L’Europa diventa così la platea privilegiata per godere dello spettacolo offerto dall’Eclissi di Sole del 20 Marzo 2015 in un mondo sempre più violento e folle a causa dei Signori della guerra. Per chi non si trovi a veleggiare sull’Atlantico settentrionale, l’Agenzia Spaziale Europea offre la valida alternativa di osservare l’Eclissi solare dall’invidiabile quota orbitale del minisatellite Proba-2 che 820 Km sopra le nostre teste sarà collegato in diretta con lo Space Expo di Noordwijk, nei Paesi Bassi. L’invito è aperto a tutti, a chi sul posto voglia cogliere l’occasione per visitare uno degli avamposti europei della ricerca spaziale, e a chi da casa desideri collegarsi con il Sole. Lo spettacolo è garantito sia da Proba-2 che transita per ben due volte nell’ipersonico cono d’ombra proiettato dal Sole nel bel mezzo dell’Atlantico settentrionale, sia dai suoi fratelli, membri della famiglia dei minisatelliti Esa, ciascuno più piccolo di un metro cubo, con gli “occhi” puntati a Terra, nel tentativo di catturare l’ombra lunare che correrà più veloce di Achille sulla superficie terrestre. A Loiano, per l’occasione l’Osservatorio Astronomico Inaf di Bologna apre la stazione osservativa alle scuole. Oltre 400 studenti che nei giorni scorsi si sono prenotati per la visita, si ritrovano dalle ore 9 nel Palazzetto dello Sport del paese. Da qui, un servizio di navette messo a disposizione dall’Amministrazione comunale trasporta i ragazzi fino alla stazione osservativa per seguire l’Eclissi insieme agli astronomi. A Bologna, decine di scienziati e ricercatori hanno “adottato” per l’occasione numerose scuole della città, di ogni ordine e grado, per seguire l’Eclissi di Sole insieme a studenti e insegnanti direttamente dagli istituti scolastici. “Gli studenti coinvolti sono oltre 3500 – osserva l’astronomo Inaf Sandro Bardelli – tutti vengono dotati di appositi occhialini adatti a osservare il disco solare senza incorrere in rischi alla retina. È importante sottolineare quest’ultimo aspetto e invito chiunque voglia osservare il fenomeno a non utilizzare filtri fai-da-te: è preferibile recarsi in un negozio di strumenti ottici o astronomici e acquistare degli occhialini da Eclissi”. Sempre a Bologna viene organizzato un evento pubblico nel Quadriportico di Vicolo Bolognetti nel Quartiere S. Vitale. A partire dalle 9:30, astronomi Inaf e animatori scientifici dell’Associazione Sofos assistono chiunque voglia cimentarsi nell’osservazione del fenomeno con telescopi solari, occhialini e speciali totem che, muniti di finestre con pellicole in Mylar, vengono messi a disposizione dei presenti. Naturalmente l’occasione è d’oro per capire meglio la nostra stella, la più vicina alla Terra.

Dista soli 8 minuti luce! Le nostre vite dipendono dal Sole come dimostrano le eccezionali tempeste geomagnetiche del 17 Marzo 2015 innescate dai Flare solari X di 48 ore prima, decisamente veloci anche rispetto alle previsioni degli scienziati. In estrema sintesi, la sfera del Sole è circondata da numerose eruzioni chiamate Protuberanze. Sulla stessa sfera si possono notare aree chiare e scure piene di dettagli. Il Sole cambia continuamente, da un minuto all’altro. La nostra Stella del Giorno è piuttosto dinamica. Può essere tranquilla un attimo prima e poi, qualche ora più tardi, accade qualcosa di veramente spettacolare. Fontane fiammeggianti di dimensioni inimmaginabili secondo i canoni terrestri, si levano, sorgono e collassano di nuovo senza preavviso. Getti di gas infuocato che fanno apparire minuscola e insignificante la nostra Terra, vengono proiettati nello spazio, creando sui Poli aurore visibili anche a medie latitudini in quanto ionizzano l’atmosfera terrestre e quella di altri pianeti del Sistema Solare. Spesso, entro pochi minuti, è possibile osservare le protuberanze nascere, svilupparsi e ricadere! I “Flare” (brillamenti) solari si sviluppano molto rapidamente e possono essere identificati come macchie bianche sul disco solare, scomparendo quasi altrettanto rapidamente. Il Sole è uno degli oggetti più straordinari che è possibile osservare nel cielo. Sottili filamenti solari (Protuberanze) possono esplodere improvvisamente mostrando fini dettagli che cambiano forma davanti ai nostri occhi mentre si allontanano dal disco solare verso lo spazio. I dettagli superficiali del Sole, come le Macchie solari e le Facole, hanno un’evoluzione molto più lenta, impiegando giorni a mutare la loro forma mentre si spostano sulla mutevole superficie solare. Tutto questo, e molto di più, può essere osservato con un telescopio solare conforme agli standard ottici di sicurezza più stringenti. La luce del Sole ha una sua firma inconfondibile, derivante dai vari elementi chimici che la compongono. Quando se ne osserva lo Spettro si possono notare molte linee scure, le linee di assorbimento, dovute all’azione di filtraggio esercitata sulla luce continua, che va dal lontano rosso al violetto, da quegli stessi elementi ai diversi livelli della struttura solare mentre la luce procede verso lo spazio esterno. Se si utilizzano degli strumenti che permettono di osservare il Sole in una di queste linee, il suo disco verrà osservato solo nella lunghezza d’onda di emissione dell’elemento chimico che le ha prodotte. I filtri solari servono proprio a questo scopo. Sebbene vengano fatte osservazioni su quasi tutte le innumerevoli linee dello spettro, sia da terra sia dallo spazio, ve ne sono alcune che sono più importanti di altre per osservare i più significativi fenomeni solari. Alla lunghezza d’onda di 656.28 nanometri (nm) si ha l’emissione più importante dell’elemento Idrogeno (H). Poiché questa è stata la prima linea mappata nello Spettro solare, gli si è dato il nome di Idrogeno-Alfa (H Alfa); proseguendo nel profondo violetto, si trova l’altra importante riga di emissione, quella del Calcio-K (CaK) alla lunghezza d’onda di 393.3 nm. Queste due sole linee consentono di trarre informazioni sulla maggior parte dei fenomeni veramente importanti che avvengono sul Sole: le Protuberanze, le strutture che circondano le Macchie solari (Facole), la Granularità, i Flare e molte altre. Poiché l’elemento che costituisce in maggior misura il Sole è l’Idrogeno, la più importante di queste righe è proprio quella dell’H Alfa. Le Spicole sono strutture a forma di spighe osservabili nella cromosfera solare solo con i filtri H Alfa. Nella fattispecie, sono particolarmente visibili con i telescopi e filtri di diametro da almeno 90 millimetri. La Cromosfera è uno strato di gas che circonda la Fotosfera solare, spesso alcune migliaia di chilometri. Può essere considerata la parte inferiore dell’atmosfera solare. Le Protuberanze sono enormi getti di gas che si innalzano dalla Cromosfera e appaiono come gigantesche lingue di fuoco nucleare.

È il fenomeno solare più spettacolare osservabile con i filtri H Alfa. Si vedono molto bene con i telescopi e i filtri solari da almeno 40mm di diametro. Quando le Protuberanze non si stagliano sullo sfondo del cielo, ma vengono proiettate verso l’osservatore, all’interno del disco solare, si parla di Filamenti. La Fotosfera è uno strato di gas molto sottile che circonda la zona interna ed emette radiazione nella banda ottica. Può essere considerata la superficie del Sole, anche se in realtà il Sole non possiede una superficie fisica ben definita, perché gassoso e molto meno denso dell’acqua! Le Macchie solari sono fenomeni che compaiono sulla Fotosfera dove sono facilmente visibili sia con i filtri in luce bianca sia con quelli H Alfa. Le Macchie solari risultano più scure rispetto alla Fotosfera perché la loro temperatura è più bassa, circa 4500 gradi Kelvin, ma nello spazio esterno brillerebbero notevolmente. Il loro numero sembra variare secondo un ciclo di 11 anni, e possono avere forma e dimensioni molto differenti. La loro origine è magnetica, le Macchie sono infatti caratterizzate da intensi campi magnetici che finiscono per intrecciarsi durante l’intricata rotazione solare. Le Facole sono aree brillanti visibili intorno alle Macchie solari. Esse sono prodotte da gas convogliato dall’interno lungo le linee del campo magnetico. I Flare o brillamenti solari, sono esplosioni di brevissima durata durante le quali dalla Cromosfera, nelle vicinanze delle Macchie, vengono emesse radiazioni e getti di gas a temperature elevatissime. La frequenza di questo fenomeno è ovviamente legata all’attività magnetica solare. La Corona solare è circa un milione di volte meno luminosa del disco solare. In particolare, la parte della Corona più vicina al Sole è osservabile solo durante un’Eclissi totale. Neppure con i coronografi, strumenti che schermano artificialmente la luce del disco solare, è possibile vederla. Per studiarla bisogna necessariamente recarsi là dove si verifica un’Eclissi. La Corona solare è un problema irrisolto dell’Astrofisica. La Fotosfera, la superficie luminosa del Sole, si trova alla temperatura di circa 6000 gradi. Le particelle della Corona sono mille miliardi di volte più rarefatte della Fotosfera sottostante, ma la loro temperatura è nettamente maggiore, superando il milione di gradi. Quale meccanismo fornisca l’energia in più è un mistero. Il principale indiziato è il campo magnetico solare. La periodicità e la ricorrenza delle Eclissi solari sulla Terra sono disciplinate da un Ciclo noto come Saros, un periodo di circa 6.585,3 giorni, ossia 18 anni, 11 giorni e 8 ore. Quando due Eclissi sono separate da un periodo di Saros, condividono una geometria molto simile. Le due Eclissi avvengono nello stesso Nodo, il punto dove l’orbita della Luna interseca quella terrestre, con il nostro satellite naturale quasi alla stessa distanza dalla Terra e nello stesso periodo dell’anno. Così, il Saros è utile per organizzare le Eclissi in famiglie o serie. Ogni serie dura in genere da 12 a 13 secoli, e contiene 70 o più Eclissi. L’Eclissi totale di Sole del 20 Marzo 2015 è la 61esima nella serie Saros 120.

La prima è avvenuta l’11 Agosto dell’Anno Domini 1059, quasi mille anni fa! “L’Eclissi del 20 Marzo 2015 – rivela l’astronomo Walter Ferreri – si verifica nella Costellazione dei Pesci, con la Luna al suo Nodo discendente a 358mila Km dalla Terra. Grazie a questa posizione perigea la Luna ci sottende un diametro di 33,3’ contro i 32,1’ del Sole. Questo numero di Saros appartiene al sistema di gruppi di Eclissi introdotto da Georg van den Bergh nel 1955. Questa serie ebbe inizio il 27 Maggio 933 con una piccola Eclissi parziale in Antartide e divenne centrale l’11 Agosto 1059. L’ultima Eclissi centrale di questa serie avverrà il 30 Marzo del 2033 mentre la serie finirà il 7 Luglio 2195 con una piccola Eclissi parziale nell’Artico. Questa è la penultima Eclissi centrale del Saros 120. La fascia della totalità, larga ben 460 Km per via del fatto che incontra la Terra di sbieco, in questa circostanza descrive un semicerchio, da ovest verso est. L’Eclissi inizia a divenire totale a sud della Groenlandia, dove sarebbe visibile all’alba; poi, spostandosi verso ovest, giunge alle Faroe, mancando purtroppo l’Islanda che avrebbe costituito un’ottima base di osservazione, mentre le Faroe, al contrario, dispongono di pochissime strutture alberghiere. Non a caso in quella zona è stata anche prevista una sistemazione su navi riparate in porto dalle probabili tempeste che a fine inverno flagellano il nord Atlantico. La durata massima della totalità è di 2m e 47s e questo si verifica poco a nord delle Faroe, esattamente a 7 gradi di longitudine ovest e a 64 gradi di latitudine. A Torshavn, la capitale di queste isole, la totalità dura 2m e 02s con il Sole ad un’altezza di 20 gradi (alle 9h42m di Tempo Universale). Qui l’ombra della Luna si sposta sulla Terra a 3200 km/ora. Purtroppo le statistiche basate sugli anni precedenti indicano che alle Faroe le probabilità di avere cielo sereno sono solo del 25 percento, con forti probabilità di pioggia e nevicate. Secondo Philip Harrington le possibilità di avere cielo totalmente sereno in queste isole sono virtualmente nulle. La probabilità maggiore è che il cielo sia totalmente coperto o, al massimo, con nubi e squarci di sereno. Inoltre, l’arcipelago di queste 18 isole, in tale periodo dell’anno al livello del mare è spesso inviluppato dalla nebbia e, come accennato, nella fase della totalità il Sole sarà a soli 20 gradi sopra l’orizzonte. Per farla breve, chi ha previsto di recarsi in una di queste isole per questa Eclissi, deve mettere in conto l’alta probabilità che non riesca a vederla affatto. Dopo aver attraversato il freddo mare a nord-ovest della Norvegia, l’ombra della Luna arriva alle Svalbard, dove la totalità dura 2m e 29s.

La latitudine di 78 gradi fa sì che l’altezza del Sole sia solo di 11 gradi. Qui l’ombra della Luna raggiunge una velocità di quasi 6mila km/ora. Sempre secondo le statistiche, le probabilità di avere cielo sereno alle Svalbard sono più rassicuranti: fra il 40 e il 50 percento. Purtroppo, com’è facile intuire, a questo vantaggio si contrappone il clima più rigido; temperatura sottozero e terreno ghiacciato. Il clima più freddo delle Svalbard rispetto a quello delle Faroe crea meno umidità e dovrebbe tendere a dissipare le nubi. Ma, ovviamente, a chi si reca in queste isole norvegesi è richiesto un non poco spirito di sacrificio. Durante la totalità, se gli osservatori saranno favoriti da un cielo sereno e abbastanza limpido, sarà possibile vedere ai lati del Sole, Marte e Mercurio; quest’ultimo a sud-ovest e Marte a nord-est. Ben visibile sarà sicuramente Venere (nella costellazione dell’Ariete, a 34 gradi dal Sole) che con la maggiore distanza angolare dal Sole e soprattutto con la sua magnitudine di meno 4, spiccherà nel cielo oscurato. La visibilità di Marte (nei Pesci come il Sole) invece non è scontata, in quanto sarà di magnitudine 1,3. Quella di Mercurio (nell’Acquario) invece si attesterà su meno 0,3. Dalle Svalbard anche Giove sarà sopra l’orizzonte, ma basso verso nord. Curiosamente, prima di abbandonare la Terra, la fascia della totalità termina quasi esattamente al Polo Nord (a 89 gradi) dove un eventuale osservatore vedrebbe un Sole eclissato rasentale l’orizzonte. L’Equinozio primaverile si verifica circa una dozzina di ore dopo la totalità al Polo, di conseguenza il centro del disco solare dal Polo Nord è geometricamente sotto l’orizzonte durante l’Eclissi, ma a causa della rifrazione atmosferica tutto il disco solare appare sopra l’orizzonte. Ma lasciamo le inospitali regioni dove l’Eclissi si vedrà come totale per valutarne la visibilità in Italia. In questa circostanza, e a differenza del 2013, le regioni più favorite sono quelle del nord-ovest, in quanto quelle meno lontane dalla fascia della totalità. Viceversa per le regioni più a sud-est. Con “più favorite” qui intendiamo che si vede eclissata una maggiore porzione del disco solare. E così Aosta fa registrare una copertura del 73 percento contro un 55 percento di Lecce. In Italia l’inizio è alle ore 9 e 25 minuti, con pochi minuti di scarto da una località all’altra. Il termine si ha intorno alle 11 e 40 e anche qui lo scarto da un sito all’altro è confinato a pochi minuti. Per seguire questa Eclissi – osserva Ferreri – occorre, in primo luogo, dotarsi di uno schermo atto ad abbattere la forte luminosità del Sole. A mio avviso sono da evitare i filtri solari (per fortuna oggi di difficile reperibilità) da avvitare agli oculari. Infatti tali filtri sono sicuri solo se la relazione d’apertura è piccola, come f/15. E, in effetti, questi filtri venivano forniti regolarmente con i rifrattori degli Anni ‘70 come i 60/900 o 76/1250”. Allora è tutto pronto, non resta che confidare nella clemenza del meteo. In Italia molte Associazioni astronomiche organizzano osservazioni pubbliche gratuite sia nelle piazze sia nelle scuole sia nelle Specole delle principali città italiane. Chi perde questa Eclissi, il 21 Agosto 2017 c’è sempre quella totale visibile dagli Stati Uniti d’America. Per la prossima visibile dall’Italia si dovrà aspettare più di dieci anni: il 12 Agosto 2026 vi sarà un’Eclissi solare parziale, ma al tramonto, mentre il 2 Agosto 2027 vi sarà un’Eclissi solare totale su Lampedusa (speriamo ancora Italiana!) e parziale nel resto d’Italia.

Nicola Facciolini

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