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Stasera va in onda Silvio

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(di Carlo Di Stanislao) – Mentre la più parte degli italiani è inferocita per quanto si apprende sulla manovra, approvata con voto di fiducia ieri in Senato, che taglia e tartassa i più deboli e non tocca né i ricchi, né i loro patrimoni, senza alcuna cura per welfare e occupazione, ridimensionandosi poi dai pretesi (come dice Il Sole 24 Ore) 55 miliardi a soli 36; va in onda stasera sulla rete nemica La 7, la biografia non autorizzata di Silvio Berlusconi: “Silvio Forerver”, firmata da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, che racconta la vita del Cavaliere, dalla sua infanzia, passando per la sua esperienza sulle navi da crociera come cantante, fino alla conoscenza di Craxi, all’aquilotto delle televisioni e alla crescita del suo impero mediatico.

Per poi passare alla sua discesa in campo e raccontare le gaffe istituzionali, la sua politica e le sue alleanze, fino agli ultimi anni con il divorzio da Veronica Lario e con il Rubygate in chiusura. Le polemiche intorno alla pellicola nacquero soprattutto quando sul web si diffuse il trailer che riportava alcune dichiarazioni di mamma Rosa,  che portarano alla censura da parte della Rai, nonostante gli Autori veri,  Rizzo e Stella, avessero dichiarato la loro volontà di comporre, con neutro acume,  il resoconto  cinematografico di un prodotto che, nel bene e nel male, ha cambiato la storia dell’Italia e che, comunque la si pensi, al di là dei meriti per cui lo si osanna e dei demeriti per cui lo si disprezza, è uno strepitoso personaggio della commedia dell’arte, capace di offrire miriadi di spunti per un’avventura cinematograficamente. Rifiutato da Rai e Mediaset il film, ultimato a febbraio, firmato da Roberto Faenza e Filippo Macelloni, sarà  seguito, nella proiezione di stasera,  da un dibattito condotto da Mentana, in compagnia di Eugenio Scalfari, Giuliano Ferrara e Paolo Mieli.

Uscito a maggio nelle sale, con produzione e distribuzione Luchy Reed, il film deluse berlusconiani ed antiberlusconiani, che lo ritennero noioso e cerchiobbostita, incapace di prendere posizione e privo di personalità. Io, che l’ho vista al cinema, ho avuto il dubbio (anche se conosco il loro valore ed orientamento), che Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo avessero voluto celebrarlo e non infrangerlo,  Berlusconi, con la scusa di essere antiberlusconiani. Stella, in marzo, disse  che lui e l’altro autore, avevano voluto: “stare alla larga da un aprioristico progetto ostile, nemico” ed aggiunse: “non volevamo massaggiare le convenzioni di nessuno, ma fare un ritratto ironico, puntando sull’intelligenza degli spettatori”. Secondo Rizzo l’intento era quello di “raccontare una persona, che almeno dal ’93 a oggi, è una delle più famose al mondo: la politica non è l’unico suo aspetto”.

Come ha detto Faenza a Malcom Pagani dell’Espresso, “Berlusconi è la sintesi fra Sordi, Gassman e Tognazzi” ed è questo che il film intende raccontare. Ed intende anche, per me giustamente, adesso che ci ripenso,  stigmatizzare il vuoto politico e in fondo culturale che ha permesso a questo fenomeno circense di prendere piede e radicarsi nel Paese. Stasera, con mente serena, guarderò il film e sono certo stavolta ne sarò contento, perché racconta, come è, un tragico fenomeno che, piaccia o non piaccia è il più rappresentativo dell’Italia di oggi, destinato per le sue gesta, che mandano in delirio chi lo adora e fanno inorridire chi lo detesta, a rappresentarci in patria e all’estero. Anche indipendentemente dalla tenuta del suo governo e dal suo destino personale, che alcuni sognano al Quirinale, altri, invece,  ai caraibi o comunque in luoghi lontani.

Stasera, dopo aver letto che il decreto legge con la manovra,  approderà nell’Aula della Camera lunedì pomeriggio e sarà prevedibilmente approvato fra mercoledì sera e giovedì mattina, con  questione di fiducia come già al Senato, mi sembrerà tutto uno scherzo, guardando i guizzi, le risate, le battute e le barzellette di Berlusconi. Ma poi, nei prossimi giorni, guardando ai fatti insiti in una manovra che attenta all’economia e che peserà, sulle tasche delle famiglie 2.031 euro annui, non solo non avrò più tanto da ridere, ma crescerà anche il mio segno verso chi si oppone senza contenuti, con slogan e frasi fatte e senza alcuna reale idea propositiva.

Spero un giorno, di vedere un documentario che spieghi, con neutro acume alla Rizzo-Stella,  perché nulla hanno fatto i parlamentari del Pd, per i tagli ai loro stipendi e alle prebende dei loro portaborse o come mai non s è proposta, come hanno fatto solo i Verdi, una netta riduzione della spesa militare, che e’ arrivata alla stratosferica cifra di 43 miliardi di euro, come ha fatto, ormai un anno fa, il governo tedesco. Eppure una riduzione delle spese per gli armamenti varrebbe piu’ di una patrimoniale e permetterebbe di mettere a posto i conti pubblici, disastrosi grazie a vari governi, ma che il centrodestra ha trascinato sino al disastro sociale.

TRAILER

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