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“Anestesia totale” con Marco Travaglio e Isabella Ferrari

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Dopo il tutto esaurito della tournée estiva, l’inedita coppia Marco Travaglio e Isabella Ferrari approda al Teatro Olimpico di Roma per sei attesissime date. Anestesia Totale, titolo impegnativo, ma accattivante, dello spettacolo prodotto da Promo Music di Marcello Corvino, è uno spaccato irriverente quanto veritiero del giornalismo attuale.

Travaglio ritorna ad appassionare il suo numeroso e affezionatissimo pubblico attraverso lo stile di sempre: grande coerenza, ironia tagliente e un’infallibile memoria del nostro Paese.

Palco spoglio, un’edicola, un violinista, un panchina e due microfoni, quanto basta per analizzare come nasce l’informazione e soprattutto la disinformazione nell’era di Mister B. Al suo fianco l’attrice Isabella Ferrari impegnata – tra l’altro – a leggere riflessioni di Indro Montanelli.

E’ una dinamica fra luce e buoi, raccontata alternativamente dai due interpreti che, in scena invitano il pubblico a riflettere sull’attualità, a risvegliarsi dai sintomi di questa misteriosa epidemia che ha cloroformizzato e lobotomizzato un intero paese riducendolo all’anestesia totale. E proprio dall’analisi di queste macerie, dove è la lezione senza tempo di Indro Montanelli ad illuminare e ad ammonire, che si cerca di trovare la cura per un Paese in cui cittadini hanno perso logica, memoria, verità e solidarietà.

Il virus è un sistema che imbavaglia i cittadini, ma comodo al potere di ogni colore. Chi vince prende tutto. Non governa, comanda. Il controllato controlla tutto, anche i controllori. Perché mai chi viene dopo dovrebbe smantellarlo?

Quello che succederà all’attualità, attraversata dai cicloni mediatici, quelli che potranno essere gli scenari futuri della cronaca e del giornalismo in Italia sono domande che scuotono la coscienza degli spettatori.

Travaglio espone, analizza, sviscera come il più impietoso dei chirurghi alla ricerca dell’infezione e dei suoi sintomi, lasciando allo spettatore-paziente il compito di risvegliare la propria coscienza e scoprire l’antidoto. La speranza di un risveglio, forse, esiste, e resiste.

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