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Disastro di Chernobyl: ecco cosa accadde 30 anni fa

Disastro di Chernobyl: ecco cosa accadde 30 anni fa

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Il 26 aprile del 1986 il mondo affronta il più grave incidente mai verificatosi in una centrale nucleare.
Nelle prime ore del mattino, un errore fatale dei test ha causato un’esplosione nel reattore n °4 alla centrale di Chernobyl, Ucraina (a quei tempi ancora parte dell’Unione Sovietica).
In pochi secondi, l’area circostante è stata bombardata con un rilascio radioattivo 400 volte più potente della bomba atomica sganciata su Hiroshima.
30 anni dopo, gli effetti del disastro si fanno ancora sentire.
800.000 uomini hanno rischiato la vita esponendosi alle radiazioni per contenere la situazione.
25.000 di questi sono morti e 70.000 sono rimasti disabili.

1- CHERNOBYL E IL DISASTRO DELL’UOMO

Quasi tutti sanno che quello che accadde a Chernobyl è stato un disastro catastrofico, ma ciò che in molti ignorano è che sia stato il più grande disastro causato dall’uomo di tutti i tempi, secondo l’International Nuclear Event Scale (INES).
Ispirata alla scala Richter utilizzata per misurare la grandezza dei terremoti, la INES è uno strumento per comunicare al pubblico le ramificazioni di sicurezza di incidenti nucleari e radiologici riportati.

Gli eventi vengono classificati sulla scala a sette livelli, dal meno grave (0) a quello peggiore (7).
Al disastro di Chernobyl è stato assegnato un rating di livello 7, lo stesso assegnato nel 2011 alla centrale nucleare di Fukushima.

2 – ERRORE FATALE

Un progetto difettoso e instabile, unito al fattore umano, ha portato all’ esplosione del quarto reattore.
Il giorno prima del disastro nucleare di Chernobyl, i gestori degli impianti si stavano preparando ad un arresto per eseguire la manutenzione ordinaria sul reattore numero 4.
Violando le norme di sicurezza, gli operatori disabilitarono le attrezzature degli impianti, compresi i meccanismi automatici di spegnimento, secondo il Comitato scientifico delle Nazioni Unite sugli Effetti delle Radiazioni Atomiche (UNSCEAR) .

Alle 01:23 del 26 aprile, quando le barre di combustibile nucleare estremamente calde sono state abbassate nell’acqua di raffreddamento, è stata creata una quantità immensa di vapore, che, a causa dei difetti di progettazione dei reattori RBMK, ha innescato più reattività nel cuore nucleare del reattore numero 4.
L’aumento di potenza risultante ha provocato un’immensa esplosione che ha staccato “il tappo” di 1.000 tonnellate che copriva il nocciolo del reattore, rilasciando radiazioni nell’atmosfera e interrompendo il flusso del liquido di raffreddamento nel reattore.

Dopo alcuni secondi, una seconda esplosione di una maggiore potenza rispetto alla prima, distrusse l’intero edificio del reattore, rilasciando un fiume di grafite bollente e altre parti del nocciolo intorno alla centrale, dando inizio ad una serie di intensi incendi intorno al reattore danneggiato e al reattore numero 3, che era ancora in funzione al momento delle esplosioni.

3 – MENTRE IL MONDO DORMIVA

Il governo sovietico impiegò un giorno intero per realizzare la gravità dell’incidente e le sue conseguenze.
Solo il 27 aprile, circa 36 ore dopo che si era verificato l’incidente, gli abitanti di Pripyat sono stati evacuati così come gli abitanti delle altre piccole città.
Centinaia di migliaia di persone sono state evacuate ma per molti era troppo tardi.
Entro tre mesi dall’incidente di Chernobyl, un totale di 31 persone sono morte per esposizione da radiazioni o altri effetti diretti del disastro, secondo l’ NRC , UNSCEAR e altre fonti.

Mentre era in atto l’evacuazione della popolazione locale, un picco di radiazioni è stato notato in alcuni Paesi europei.
I venti prevalenti al momento dell’incidente provenivano da sud e da est, per cui la maggior parte delle nubi radioattive ha viaggiato a nord-ovest verso la Bielorussia.
Tuttavia, le autorità sovietiche sono state lente a rilasciare informazioni sulla gravità del disastro al mondo esterno.

Ma quando l’allarme radiazioni raggiunse una centrale nucleare in Svezia, le autorità sovietiche sono state costrette a rivelare la reale portata della crisi.
La notizia ufficiale è diventata pubblica solo due giorni dopo la tragedia.

La contaminazione raggiunse livelli altissimi in Ucraina, Bielorussia, e alcune parti della Russia, ma toccò molti altri paesi d’Europa, anche l’Italia, raggiungendo la lontana Irlanda.

4 – EFFETTI SULLA SALUTE

28 dei lavoratori di Chernobyl morirono nei quattro mesi successivi l’incidente, secondo la US Nuclear Regulatory Commission (NRC), tra cui alcuni eroici operai che si esposero consapevolmente a livelli mortali pur di evitare ulteriori perdite di radiazioni.
Entro tre mesi dall’incidente di Chernobyl, un totale di 31 persone sono morte per esposizione da radiazioni o altri effetti diretti del disastro.
Più di 6.000 casi di cancro alla tiroide possono essere collegati all’esposizione alle radiazioni in Ucraina, Bielorussia e Russia, anche se il numero preciso di casi direttamente causati dall’incidente di Chernobyl è difficile (se non impossibile) da accertare.

5 – FORESTA ROSSA E FAUNA “RADIOATTIVA”

Poco dopo la fuoriuscita di radiazioni da Chernobyl, gli alberi dei boschi circostanti l’impianto sono stati uccisi dagli alti livelli di radiazioni.
Questa regione è nota oggi come Foresta Rossa, perché gli alberi morti si sono trasformati in color zenzero brillante.
Mentre innumerevoli uccelli e animali sono stati inizialmente uccisi dalla radiazione, le condizioni di vita attuali per gli animali selvatici nella zona non sono così drastiche.
Ci sono meno specie di uccelli e alcuni presenti sono stati duramente colpiti fisicamente (cervello più piccolo e becchi deformi), ma alcune altre specie sono fiorenti.
Senza gli esseri umani, Pripyat oggi è diventato un rifugio per i lupi, castori e altri animali che cercano di farsi una casa nella città fantasma.

dire.it

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