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Doppio zero ventitré al cinema

Doppio zero ventitré al cinema

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(di Carlo Di Stanislao) Arriverà a fine mese, con proiezioni simultanee in tutto il mondo e sarà il 23° film della fortunata serie partita esattamente 50 anni fa, con “Licenza di uccidere” (nell’originale “Dr. No”), basata sul personaggio ideato, nove anni prima (con Casino Royal), da Ian Fleming.

L’ultimo 007, che esce con un anno di ritardo per gravi e complessi problemi produttivi della MGM, si chiamerà “Skyfall” scritto da John Logan (divenuto celebre con “L’ultimo Samurai”), diretto da Sam Mendes, premio Oscar per “American Beauty” e prodotto da un consorzio composto da Eon Productions, MGM e Sony Pictures, con un budget di 230 milioni di dollari.

Girato tra Whitehall, Londra, Scozia, Istanbul e Cina, ha per protagonista Daniel Graig: il sesto Bond dello schermo ed il primo biondo, al suo terzo impegno nei panni del personaggio e già collocato, nel cuore del “bondisti”, sullo stesso piano del mitico Sean Connery e che, per contratto, dovrà interpretare l’agente segreto anche in un quarto film.

Nel cast saranno presenti anche la francese Bérénice Marlohe, nel ruolo della Bond-girl Severine; Javier Bardem, che sarà il villain e Naomie Harris, la Narcissa Malfoy della saga di ‘Harry Potter, che interpreterà l’agente segreto Eve. Ci saranno inoltre Albert Finney, Ralph Fiennes, Ben Whishaw e Judi Dench, che ricopre il ruolo di M da “GoldenEye”, del 1995.

Nato da una famiglia aristocratica, figlio di Valentine Fleming, deputato conservatore e ufficiale della Riserva, nipote di Robert Fleming, ricco banchiere scozzese, secondo di quattro fratelli, Ian Lancaster Fleming (Mayfair, Londra, 28 maggio 1908 – 12 agosto 1964), è stato il creatore del più famoso agente segreto della storia. Dopo studi di naturara giuridica, fece rapida carriera nella Marina Britannica, fino a diventare Comandante e distinguersi, per intraprendenza e coraggio, nel secondo conflitto mondiale.

Alla fine della guerra, acquistò diverse proprietà, tra cui una casa chiamata Goldeney e nel 1952 sposò Anne Geraldine Rothermere, contessa di Charteris, scrivendo, durante il viaggio di nozze, “Casino Royal”: il primo romanzo della serie composta in tutti da 12 titoli e 2 raccolte di racconti, Scrisse inoltre, nella sua breve vita stroncata da una grave insufficienza cardiaca, un romanzo-inchiesta sul traffico di diamanti, “The diamond smugglers” (1957) e un romanzo surreale intitolato “Chitty Chitty Bang Bang”.

Sulla sdcorta dei primi straordinari successi cinematografici e dopo la morte di Flaming, la Glidrose provò a pubblicare un’avventura bondiana per un pubblico di ragazzini, affidandola ad un autore che si firmò a con lo pseudonimo R.D. Mascott, per raccontare le avventure di un ipotetico giovane nipote di James Bond.

Secondo alcune voci, dietro lo pseudonimo si nascondeva l’autore di libri per ragazzi Arthur Calder-Marshall. Comunque il tentativo non ebbe un gran successo e la linea giovanile si svilupperà meglio più avanti, con la saga di Young Bond, della Ian Fleming Publications, plasmata sulla falsa-riga della saga di Harry Potter, affidata al romanziere britannico Charlie Higson.

Dopo la morte di Flaming, in molti hanno scritto “altre” avventure di James Bond, l’agente con il doppio zero e con licenza di uccidere. Ma sempre con risultati fra scandalosi e mediocri

Nel 2010 Jeffery Deaver ha firmato un (sontuoso) contratto con la fondazione che gestisce i diritti d’autore di Ian Fleming, per scrivere i prossimi romanzi con James Bond, con un primo titolo, Carta Bianca, che si rivela ottimo thriller, che con qualche capriola temporale trasporta 007 ai tempi nostri e agli storici gadget micidiali di Q si aggiungono attrezzature elettroniche di ultima generazione, compreso un iPhone a dir poco strepitoso.

Quanto ai Bond dello schermo, Sean Connery resta unico, buono Pierce Brosnan e molto buono (a mio dire) l’attuale Daniel Graig.

Del Bond numero 23 non si sa proprio nulla, ma, ci dicono i più informati, che la storia è avvincente e rimanda ai migliori Ambler, Deighton, Greene e Le Carré, oltre, naturalmente, che a Flaming, con un plot basato sul meccanismo delitto – indagine, senza dimenticare lo smascheramento e la punizione del colpevole ed un Bond ancora più complesso e problematico dei due film precedenti.

La sceneggiatura, come detto, è di John Logan, autore sempre molto interessante, che è anche alle prese con un progetto di Martin Scorzese: trasporre sullo schermo il musical di Broadway Jersey Boys: The Story of Frankie Valli & The Four Seasons, spettacolo di grande successo, vincitore di numerosi riconoscimenti, che dovrebbe giungere al cinema in una produzione della GK Films.

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