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Gravidanze indesiderate: a ogni rapporto si rischia

Gravidanze indesiderate: a ogni rapporto si rischia

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Sono 76 milioni le gravidanze indesiderate nei paesi in via di sviluppo, una su 5. In Usa le gravidanze sono indesiderate nel 50% dei casi. Questi dati fanno riflettere e devono allarmare, dal momento in cui l’età di ragazze che rimangono incinta pur non volendolo si è abbassata notevolmente.

Parliamo di adolescenti che non necessariamente provengono da famiglie disagiate, ma di ceto medio, con genitori che lavorano tutto il giorno. Si è arrivati a osservare persino una concentrazione di gravidanze indesiderate scaturite da rapporti avuti nei periodi delle feste natalizie e delle vacanze estive.

Come mostra l’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di sanità, l’età del primo rapporto si è abbassata. «Succede anche a 13 anni, ma solo lo 0,3% delle ragazze possiede una buona informazione su questi temi – fa notare Novella Russo, specialista in Ostetricia e ginecologia della Clinica Valle Giulia di Roma. – C’è una diffusa immaturità tra i ragazzi e le ragazze che vista la giovane età non hanno avuto il tempo di riflettere sul significato e l’importanza della prima volta» .

Secondo un’indagine Eurisko 8 ragazze su 10 non sono pienamente informate sulla funzione degli ormoni che regolano il ciclo mestruale, 7 su 10 non sanno quali siano i giorni fertili», elenca l’esperta. Non solo: «Da un’altra indagine della Sigo – prosegue Russo – emerge che il 71% delle ragazze si ritiene al riparo dalle malattie». Il dato «allarmante – sottolinea la specialista – è che il 45% delle ragazze fra i 18 e i 26 anni non usa alcun metodo contraccettivo».

L’Italia è l’ultima nella speciale classifica europea per l’uso dei contraccettivi ormonali come pillola, anello vaginale, cerotto. «Siamo al pari delle irachene: solo il 16,2% delle donne del Belpaese li usa», a fronte per esempio del 41,5% delle ‘cugine’ d’Oltralpe.

Il coito interrotto è tra i metodi contraccettivi naturali più utilizzati soprattutto tra i giovanii, nonostante sia tra le cause di circa 100.000 gravidanze indesiderate, il 20% del totale (dati Congresso Nazionale congiunto della Società italiana di contraccezione, Sic, e Federazione italiana di sessuologia scientifica, Fiss).

Poco utile è guardare ai giorni fertili per evitare una gravidanza indesiderata: durante ogni rapporto sessuale, in qualunque giorno del mese, ci sono dal 3 al 5 per centro di probabilità di restare incinta. La “finestra fertile” di un donna – ha sottolineato Rossella Nappi, docente di Ginecologia e ostetricia, all’ADNKronos – è molto più ampia di quello che si pensi: il 70% delle donne si trova in questa fase prima del 10° giorno o dopo il 17° giorno del ciclo mestruale. Risultato? Su circa 210 milioni di gravidanze che ogni anno si verificano nel mondo il 38% non è pianificato e il 22% finisce in un’interruzione volontaria.

Tutti questi dati fanno pensare che c’è ancora una scarsa informazione diffusa tra i giovani, per questo è importante la prevenzione e l’intensificazione di campagna sull’argomento.
Anche a scuola non c’è un vero e proprio intervento in tal senso e spesso i genitori fanno fatica a prendersi carico anche di questo aspetto educativo, vuoi per imbarazzo vuoi per riserbo. Sarebbe importante, quindi, istituire delle figure esterne che possano intervenire all’interno del sistema scolastico e formare i giovani sulle informazioni di base riguardo alla sessualità.

La rubrica “Se so è meglio” nasce proprio da una riflessione circa la natura delle domande che i ragazzi rivolgevano agli esperti: l’80 % era e è di natura sessuale. L’aspetto che colpisce è la totale inconsapevolezza circa concetti basilari riguardanti il sesso, come il concepimento, la differenza tra petting e rapporto completo, tra liquido seminale e pre-eiaculatorio, etc… Questa confusione fa oscillare tra fantasie assurde che fanno emergere mille ansie e la totale irresponsabilità che fa accadere l’inaspettato. Informare aiuta a prevenire, ma soprattutto questi ragazzi non vanno mai lasciati soli nel proprio percorso di crescita, perché anche questo può indirizzarli in condotte trasgressive che il più delle volte potrebbero metterli a rischio e fargli bruciare le tappe.

Lo sapevi che…

Che lo sport sia un ottimo aiuto per restare in salute è cosa risaputa da molto tempo, ma che sia anche uno strumento di prevenzione per le gravidanze indesiderate forse è meno noto. A scoprirlo una ricerca dell’Università di Saint Louise, che ha analizzato oltre 55 mila donne e rilevato come per le donne in sovrappeso od obese, o ancora per le amanti dei vizi come il fumo e l’alcool, il rischio di incorrere in una gravidanza indesiderata è molto maggiore. Oltre ai noti benefici per la salute cardiovascolare, infatti, fare sport aiuta anche a preservare un’ottima salute sessuale: questo perché nelle donne che praticano un’attività sportiva aumenta la consapevolezza del proprio corpo e l’attitudine a raggiungere obiettivi prefissati. Le analisi dell’Università hanno, infatti, mostrato come ad alto rischio di gravidanze indesiderate siano maggiormente le donne in sovrappeso (con un incidenza doppia rispetto alle donne con un peso forma) o quelle che praticano meno attività fisica (il 27% in meno).

Il manifesto con un ragazzo in jeans e a petto nudo, sdraiato su uno skateboard, “incinto”, ha invaso le strade di Chicago, negli Stati Uniti. Sull’immagine campeggia la scritta: “Unexpected? Most teen pregnancies are”. Ovvero: “Inaspettata? Lo sono anche la maggior parte delle gravidanze in età adolescenziale”. Del resto a Chicago, in dieci anni (dal 1999 al 2009) le ragazze under diciotto che sono rimaste incinte sono cresciute del 33%. Ma la pubblicità che vuole prevenire il fenomeno delle “ragazze-madri” ha già scatenato molte polemiche.

La trasmissione di MTV 16 anni e incinta, che è stata accusata in passato di spettacolarizzare momenti privati di ragazze minorenni, sembra invece avere un grande merito: quello di aver fatto diminuire nettamente le gravidanze indesiderate tra le adolescenti. Lo dimostra una ricerca scientifica, intitolata “Media Influences on Social Outcomes – The impact of Mtv’s ’16 and Pregnant’ on teen childbearing” di Melissa S.Kearney e Philip B.Levine, i cui risultati sono stati pubblicati sul New York Times.

(dire.it)

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