Home News IPhone, ristoranti e sport, la crisi in prima fila

IPhone, ristoranti e sport, la crisi in prima fila

66
0

(di Mirko De Frassine) – Non c’è nulla da fare, l’Italia, come anche altri Paesi del mondo è sempre il solito posto. Dopo l’uscita del nuovo smartphone di casa Apple, l’iPhone 5, tante sono state le contestazioni morali rivolte ai consumatori e mentre si pensava che la loro età media fosse relativamente bassa si è scoperto invece qualche signorotto a fare follie per l’acquisto.
La notte della data prevista per l’uscita dello smartphone (28 Settembre) in molti centri commerciali e store sono state registrate code interminabili di clienti che hanno bivaccato in veri e propri accampamenti davanti le sliding doors che li dividevano dal loro giocattolo, in quella che da molti è stata definita la notte bianca dell’iPhone. Uno spettacolo non proprio edificante in un periodo dove ci sono i disagi legati a tanti che si trovano senza lavoro (basti pensare all’attuale situazione dell’Ilva di Taranto).
Abbiamo dato una sbirciata anche ai dati riguardanti le attività che più sono state colpite dalla crisi. I dati raccolti da Confocommercio sono stati impietosi e toccano soprattutto agenzie di intrattenimento, di viaggi, ristorazione e albergatori.
Intanto è stato firmato in ambito “Itn & Telemobility Forum”, l’accordo sulla logistica e sulla distribuzione delle merci in città tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Amministrazioni di Torino, Milano e Napoli. Tutto ciò con l’intento di migliorare la comunicazione e la logistica per la distribuzione in un Paese dove questo elemento portante dell’economia è sempre stato insufficiente.
L’Italia, inoltre, è in rapida discesa nell’indice di clima sociale (situazione famiglie, povertà infantile, disoccupazione) tra tutti i Peasi d’Europa, attestandosi al 23esimo posto.
Un panorama che lascia perplessi in un contesto dove tutti aspettano fuori un negozio l’arrivo di un cellulare a prezzi allucinanti e altri restano indifferenti, dopo l’attesa settimanale della partita domenicale, agli stipendi di chi si diverte facendo sport.
Inutile allora sottolineare come ristoratori in difficoltà pretendano che vegano pagati coperto e pane dai clienti che per legge, invece, sono gratuiti.
In tutto questo ci chiediamo come sia possibile ancora vivere secondo una falsa atmosfera di benessere cercando di non pensare a come buttare via i nostri patrimoni e a come ancora non sia arrivata la vera fame: tanto ormai paghiamo tutto in piccole rate!

(66)

tags:

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close