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La fiaba esistenziale di Gramellini e l’ultima indagine di Kati, in libreria

La fiaba esistenziale di Gramellini e l’ultima indagine di Kati, in libreria

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(Di Carlo Di Stanislao) Con una favola moderna che offre un messaggio e un massaggio di speranza, Massimo Gramellini si propone di rispondere alle domande che ci ossessionano fin dall’infanzia. Quale sia il senso del dolore. Se esista, e chi sia davvero, l’anima gemella. E in che modo la nostra vita di ogni giorno sia trasformabile dai sogni.

“L’ultima riga delle fiabe” (edito da Longanesi) è la storia di Tòmas che, come tanti, si ritrova a non sapere più cosa vuole nella sua vita e a dubitare delle sue capacità; è una persona che “subisce” la vita, non accorgendosi quanto essa sia bella.

Fin da piccolo, quando la mamma gli raccontava le favole, non si accontentava mai dell’ultima riga: “e vissero per sempre felici e contenti”. Voleva sapere cosa succedeva davvero, dopo. Insomma lì veniva il bello….e anche il difficile.

Come facevano il principe e la principessa ad educare il loro amore ogni giorno, nelle difficoltà che la vita poneva loro davanti?

La risposta la troverà quando verrà improvvisamente trasportato in una sorta di luogo adimensionale, un posto sconosciuto chiamato “le Terme dell’Anima” in cui Tòmas capirà come poter ricominciare a vivere. Vivere davvero.

E’ la storia di un viaggio che il protagonista compie all’interno di sé, un viaggio alla scoperta dell’amore, del senso del dolore e del perdono, un viaggio alla ricerca dei propri talenti e della tanto ricercata “anima gemella”. E’ a tutti gli effetti una fiaba moderna, dove non ci sono streghe né folletti, ma draghi, anfore che parlano, labirinti e tappeti dei desideri.

Un libro particolare e bellissimo, del torinese di sangue romagnolo Massimo Gramellini, giornalista e vicedirettore de La Stampa e scrittore, con al’attivo “Colpo Grosso” (con Curzio Maltese e Pino Corrias), 1994; “Compagni d’Italia”, 1996; “Buongiorno”, 2002; “Granata da legare”, 2006.

L’altro libro appena pubblicato (dalla sempre attivissima ed attenta Sellerio), è “Divorzio alla turca”, di Esmahan Aykol, in cui si narra dell’avventurosa libraia di Istanbul, Kati Hirschel, investigatrice per vivacità, non riesce a stare ferma.

Gira in continuazione, indugia in situazioni di ogni genere, si ferma a parlare con chi capita, va curiosando ovunque soprattutto dove è più pericoloso mettere il naso. Nel suo terzo caso indaga sul presunto omicidio della moglie del rampollo di una delle casate più in vista del paese. Sembrerebbe un incidente ma come sempre Kati riesce a fiutare la pista giusta.

Terzo caso per l’avventurosa Kati Hirschel, la libraia di Istanbul, venuta dalla natia Germania ma ormai più stambuliota di chiunque altro, investigatrice per vivacità. Del suo personaggio colpisce subito che non riesce a stare ferma. Gira in continuazione, indugia in situazioni di ogni genere, si ferma a parlare con chi capita, va curiosando ovunque soprattutto dove è più pericoloso mettere il naso. Avendo poco tempo, lo perde generosamente. Istanbul, la porta d’Asia e d’Europa è la sua giostra.

Esmahan Aykol predilige muovere la sua eroina – di modi, per altro, molto spicci e disponibili – in delitti che coinvolgono soprattutto le classi alte e i loro ambienti raffinati. Ma a Kati, nel suo correre, si apre una metropoli luccicante e tenebrosa, piena dei tanti tipi che si incontrano per strada di tutte le categorie. Così le sue indagini diventano una specie di spaccato della società turca, dando l’idea di un vivo cambiamento, di un fermento che è quasi un ribollire del nuovo nell’antico.

Da poco tempo proprietaria di una nuova casa, giunta al negozio Kati riceve la telefonata del suo collaboratore, il mondano Fofo che le dice che su internet c’è una notizia che potrebbe interessarla. È morta Sani Ankaralıgil, la ”nuora degli Ankaralıgil”, sposa del rampollo di una delle casate più in vista del paese. La signora aveva appena avviato le pratiche di divorzio. “Fantastico! Come una pantera pronta al balzo non vedevo l’ora di lanciarmi in una nuova indagine per far luce su un presunto delitto. Al diavolo il lavoro e i debiti!”.

E sostenuta dall’allegra autoironia che l’aiuta nei momenti belli e in quelli brutti, la libraia si prepara a fare ciò che la diverte di più: scompigliare le carte, smontare le soluzioni facili. Infatti la versione iniziale è: incidente. Ma chi ci crede? Con quel contorno di denaro e di potere. La prima pista da battere è questa: la donna presiedeva un’associazione ambientalista. Una strana associazione, con due soli soci, e i cui uffici sono devastati proprio nel giorno in cui la protagonista, con il collaboratore, va con una scusa a visitarli. Poi però tutto diventa più oscuro, minaccioso e complicato.

Esmahan Aykol, nata nel 1970 a Edirne, Turchia, vive tra Berlino e Istanbul.

Durante gli studi universitari in giurisprudenza ha lavorato come giornalista per radio e giornali turchi. Oggi, dopo una parentesi come barista, si dedica completamente alla scrittura. Della serie con protagonista Kati Hirschel questa casa editrice ha pubblicato Hotel Bosforo (2010), Appartamento a Istanbul (2011) e Divorzio alla turca (2012).

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