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Nudo a Miss Italia: concorso difende 72 anni di coerenza

Nudo a Miss Italia: concorso difende 72 anni di coerenza

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“Il concorso difende la coerenza dimostrata in 72 anni di storia, e le ragazze si affidano a noi soprattutto per questo motivo”. Così la patron di Miss Italia, Patrizia Mirigliani, commenta il dibattito su quanto le miss possano spogliarsi o meno per poter partecipare, dopo la squalifica di tre ragazze per foto e video giudicati troppo osé in base al regolamento. Tutta colpa dell’articolo 8: “le concorrenti non devono essere state ritratte in pose di nudo o sconvenienti”. Norma criticata dalla vicentina Alice Bellotto che, esclusa, aveva invitato Miss Italia a ‘modernizzare’ il regolamento: così penalizza anche il ‘nudo artistico’, non solo la volgarità – si era sfogata – “ma lo vedono questi signori cosa c’é in giro?”.

Sembrava solo quello, uno sfogo, ma a Montecatini, sede delle finali, ha tenuto banco: Patrizia Mirigliani ne ha parlato ieri sera con le 60 miss, tutte sedute in cerchio per discuterne assieme, in “un incontro informale ma significativo”. “Ragazze colte, raffinate – ha poi commentato – istruite e intelligenti, che hanno avuto l’occasione di confrontarsi e conoscersi meglio. E grazie alle loro opinioni potremmo riuscire a capire e magari a individuare il limite tra decenza e sconvenienza, decoro e volgarità”. Anche attente a non farsi ingannare (qualche proposta può diventare umiliante), molte hanno confermato il “sì all’ educazione e al decoro”, da sempre cifra del concorso, apprezzando anche il ritorno quest’anno “alla grazia e al pudore” stile Audrey Hepburn: le modelle “non devono necessariamente posare nude”, è stato osservato.

Se c’é chi crede che “il nudo artistico non è volgare”, sale in cattedra la canoista Susanna Cicali: “sono pochi i fotografi bravi, seri e professionali che riescono davvero a rendere un nudo ‘artistico’. E’ da stupide fidarsi dei primi che capitano”. Altre due miss toscane, Virginia Cei e Michela Albiani, forti di studi, scomodano la Venere del Botticelli per far notare i criteri di bellezza cambiati nel tempo: “dalla femminilità piena e sana, siamo passati all’esagerazione della Tv, a volte spinta perfino nei cartoni animati”. E’ seccata la Miss Puglia Sara Teodoro, ballerina di danza classica: “Basta stereotipi, é la donna stessa che deve poter scegliere l’immagine con cui proporsi. Ed è la donna che deve cambiare il mondo femminile”. Perché, sostiene la toscana Virginia, “é la donna stessa ad aver creato la donna oggetto”.

Per la veneta Jennifer Milan, abituata a foto pubblicitarie, è però il settore che “funziona così: la donna è l’oggetto del desiderio e si viene retribuiti per accontentare il cliente, che commissiona immagini per attirare l’attenzione”. Se proprio deve scegliere, la ligure Valentina Canevelli preferisce che una miss “abbia magari posato prima, ma che non si spogli dopo”: nuda e con la corona in testa, ghiotta immagine per la stampa gossip, ma poco gradita a Miss Italia. Salomoniche, altre osservano che non è facile stabilire il confine tra “femminilità e seduzione e volgarità: non solo il bikini, anche un vestito potrebbe rendere volgare una donna”. Tra nudo e gusto, quale sarà il punto giusto?.

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