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Patti Smith in tour tra Gaber e Ustica

Patti Smith in tour tra Gaber e Ustica

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(di Stefano Rottigni) – L’amore per l’Italia di Patti Smith e’ cosa arcinota, come la sua attitudine onnivora verso tutte le forme di arte che nel nostro Paese si possono trovare. Che, pero’, la poetessa del punk sia un’estimatrice di Giorgio Gaber, e si riconosca nella concezione del mondo del cantautore milanese – di cui e’ espressione la sua ‘Io come persona’ che Patti Smith considera affine alla sua celeberrima ‘People have the power’ – e’ un poco una sorpresa. Cosi’ come colpisce ”l’apporto umano, non politico”, che l’artista newyorkese ha voluto riservare al ricordo delle vittime del disastro aereo di Ustica il prossimo 15 luglio a Bologna, nel ‘Concerto per la memoria’.

Le sorprese vengono dalla presentazione a Milano del suo undicesimo album, ‘Banga’ e del suo tour italiano che tocchera’ tutta la penisola, compresa villa Arconati, a Bollate. Un tour che, come tutti gli altri, ”rappresenta una sfida, per lo stile di vita che impone, per la pioggia, il freddo, le ore di solitudine”. Ma ne vale la pena, spiega, ”per le persone che mi circondano e che incontrero”. Il suo interesse per Gaber sara’ evidente il 21 luglio, quando sara’ ospite al festival Gaber di Viareggio: ‘Questo concerto e’ importante per me – spiega Patti Smith – perche’ questo artista e’ molto amato dal popolo italiano e ha sempre dimostrato il proprio coraggio, una lucidita’ enorme su quella che e’ la condizione umana”. Patti Smith e’ ”intrigata” dal cantautore milanese: ”Sento di essere strettamente collegata a lui e a molti dei suoi pezzi in particolare ‘I’m a person'(‘Io come persona ndr.): insieme al mio defunto marito, con il quale abbiamo scritto ‘People have the power’, abbiamo fatto tante di quelle riflessioni che ho ritrovato in Gaber”.

Poi Ustica: ”Quando i governi non sanno dare giustizia le persone si riuniscono, pregano, oppure fanno un concerto”. ”Il mio ruolo – precisa – non e’ un ruolo politico e’ un ruolo umano. Nonostante questa domande non abbiano ancora risposte, io sono li’ a dare solidarieta’ e questo e’ l’aspetto piu’ importante che ci caratterizza a livello umano”.

Quindi l’album, intriso d’Italia, anche con una traccia dedicata a san Francesco e alcune canzoni scritte a bordo della Costa Concordia, quando era invitata da Jean Luc Godard che stava girando un film (”ho cercato di immaginare il dolore di quelle persone, quello della piccola Dayana che stava morendo”). A ‘Banga’ hanno collaborato anche i suoi due figli che sono diventati veri musicisti. Un tour con loro? Patti Smith accarezza l’idea: ”Sarebbero piu’ pronti di me”. Ha voluto fornire il suo apporto all’album anche il suo ”grande amico” Jhonny Depp. ”Se la gente sapesse di cio’ di cui parliamo quando siamo insieme – rivela divertita -: di poesia e letteratura”. Il R.E.M. Michael Stipe, che con li in passato ha suonato il basso? ”E’ impegnato con la scultura, ma puo’ tornare quando vuole”.

Inevitabile una domanda sulla sua partecipazione a Sanremo, con i Marlene Kuntz, lei icona della musica colta e alternativa. Risposta sorniona: ”A volte la tv e’ un’esperienza terribile, ti fa sentire stupida, ma mi e’ piaciuto cantare davanti a tutte quelle persone: sono stata brava?”.

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