Home News Salute, il 12 maggio a Biella l’Open Day “Salute della Mano”
Salute, il 12 maggio a Biella l’Open Day “Salute della Mano”

Salute, il 12 maggio a Biella l’Open Day “Salute della Mano”

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Fare chiarezza sulle principali patologie che colpiscono la mano e il braccio e fornire soluzioni terapeutiche efficaci e tempestive. Questi gli obiettivi del primo Open Day “La Salute della Mano” che si terrà il prossimo 12 maggio presso lo Studio Fisioterapico Atlante di Candelo (Biella).

Si tratta di un’iniziativa di screening gratuiti, voluta e organizzata dal Professor Giorgio Pajardi, direttore dell’UO di Chirurgia della Mano dell’ospedale San Giuseppe, Gruppo MultiMedica di Milano in collaborazione con la Dottoressa Sara Finotti, fisioterapista dello studio biellese, rivolta a chiunque, adulto o bambino, voglia conoscere lo stato di salute delle proprie mani.

In dettaglio, dalle 14.00 alle 19.00 – in via Trieste 1, a Candelo (BI) – il Professor Pajardi sarà a disposizione dei cittadini per un check up completo della mano e dell’arto superiore. Lo scopo è individuare eventuali patologie artrosiche e infiammatorie (grandi e piccoli traumi, dito a scatto, malattia di Dupuytren, tunnel carpale) e fornire consulti su come trattarle o prevenirne l’insorgenza.

Una storia, quella del Professor Pajardi con i cittadini biellesi cominciata nel 1990 quando iniziò a fornire consulenze in qualità di chirurgo della mano presso l’allora Centro Fisioterapico di Biella fondato dalla Dr.ssa Ornella Castelli. «Ho avuto il piacere di ospitare il Professor Pajardi fino al 2012 – racconta l’amministratrice, oggi in pensione, del Centro Fisioterapico biellese, residente proprio a Candelo -.

A Biella e provincia, nei primi tempi, non c’era consapevolezza sulla figura del chirurgo della mano, esisteva l’ortopedico che si occupava anche dell’arto superiore. Poi, grazie a Pajardi, specialista in questo campo, i cittadini hanno cominciato a rivolgersi a noi. La risposta è stata ottima, abbiamo avuto una grande affluenza, si lavorava anche fino alle undici di sera.

L’iter era semplice: lui visitava e, quando necessario, consigliava al paziente un determinato intervento chirurgico o il ricorso a dei tutori. In caso di operazione, se il paziente lo riteneva, era lui stesso a operarlo presso il suo ospedale a Milano. In seguito, il paziente poteva tornare da noi per il percorso riabilitativo».

L’idea di promuovere un Open Day dedicato alla salute della mano a Biella è nata per ricordare ai cittadini quanto è importante prendersi cura di questo organo e farlo rivolgendosi al medico più adeguato. «Dopo la lunga esperienza da consulente presso il Centro della Dottoressa Castelli, dal 2012 visito a Candelo – spiega Pajardi -.

Le patologie più comuni vanno dal tunnel carpale, al dito a scatto, dalla malattia di Dupuytren all’artrosi e alle cisti di vario tipo. Poi, ci sono le lesioni traumatiche, legamentose e tendinee. Tutte malattie che, se correttamente riconosciute e gestite, possono risolversi facilmente, senza particolari disagi per il paziente, come nel caso della tecnica endoscopica o del trattamento con collagenasi (enzima che permette di rompere il cordone fibroso di Dupuytren tramite una singola iniezione eseguita presso i Centri autorizzati).

Tuttavia, nel biellese, ancora oggi molti pazienti si rivolgono allo specialista solo in un secondo momento, per passa parola; l’ortopedico resta la prima scelta. Ritengo, quindi, che giornate di sensibilizzazione e formazione come questa del 12 maggio siano fondamentali per noi medici che, in questo modo, possiamo diagnosticare eventuali anomalie in uno stadio precoce, ma anche per il cittadino che può ricevere una consulenza mirata sulla mano».

In occasione dell’Open Day, quindi, chi si recherà presso lo Studio Atlante potrà beneficiare gratuitamente di una prima visita del Professor Pajardi e, in seguito, dopo eventuali esami di approfondimento, concordare il percorso di cura più idoneo alla propria situazione. «Per alcuni pazienti non è necessario l’intervento; di conseguenza, presso il nostro studio, si predispone una terapia conservativa con tutori su misura e percorsi di terapia occupazionale – conclude la dottoressa Finotti -. Quando, invece, è necessario procedere con l’operazione, i pazienti, una volta concluso l’iter, possono tornare da noi per il percorso riabilitativo post chirurgico».

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