Home News Cinema Un week con una Marlyn (quasi) vera
Un week con una Marlyn (quasi) vera

Un week con una Marlyn (quasi) vera

49
0

(Di Carlo Di Stanislao) “My Week With Marilyn”, esordio del britannico Simon Curtis, che esce nelle nostre sale venerdì, col più sintetico e meno felice titolo “Marilyn”,  dopo l’anteprima al Festival di Roma 2011; non soltanto è un film bello e toccante, ma è a tratti  divertente come una commedia di Wylder e restituisce l’aria del tempo e la fragilità sensuale della bionda più celebre della storia del cinema: il primo tentativo riuscito di rifare, sullo schermo, la irraggiungibile  Norma Jean Mortenson Baker, in arte Marilyn Monroe.

Naufragati miseramente i vari tentativi passati, nonostante l’impegno di fuoriclasse come Theresa Russell, (“La signora in bianco” di Nicolas Roeg), Blake Lively, Uma Thurman (nelle serie tv “Gossip Girl” e “Smash”), Lindsay Lohan (che ha  posato nuda su “Playboy”, pantografando il famoso servizio delle origini), fino alla patetica Suzie Kennedy,  assoldata da Leonardo Pieraccioni per il devastante “Io e Marilyn”; ora il colpo riesce in pieno a Michelli Williams, che nel bel film di Curtis è la Monroe, quanto, nel 1957,  vola a Londra per girare “Il principe e la ballerina” di e con Laurence Olivier.

Oltre a ciò il film è perfetto nella ricostruzione d’ambiente, con il valore aggiunto di un Kenneth Branagh  mirabile nel restituire la senile impazienza/meraviglia di Olivier di fronte al magnetico istinto della star hollywoodiana.

La trama è molto semplice, adattata per lo schermo da  Adrian Hodges, da due diari scritti da Colin Clark, che raccontano le esperienze sul set e dei giorni trascorsi in compagnia della Monroe, dopo che il secondo marito, Arthur Miller, era ripartito per gli USA.

Su tutti rifulge Michelle-Marlyn, una donna insicura all’eccesso, inibita dagli psicofarmaci, minata dalla solitudine, eppure specchio anziché maschera, magia senza spiegazione e senza rivali della fotogenia e della passione.

Il prossimo 5 agosto saranno cinquant’anni dalla mai chiarita morte di Marilyn, e fioriranno di sicuro celebrazioni, rivelazioni, fotografie mai viste, raduni di sosia, pubblicazioni, eccetera.

La cosa né mi stuzzica né più mi appassiona, mentre ripensare a lei in questo film è davvero vicenda esaltante.

 

(49)

tags:

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close