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Cellulari e tumori, dibattito aperto da 20 anni

Cellulari e tumori, dibattito aperto da 20 anni

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Il dibattito sulla sicurezza dei cellulari sulla salute e’ lungo 20 anni. Due decenni in cui si sono susseguite numerose ricerche che una volta confermano e l’altra volta smentiscono i presunti rishi dell’utilizzo del telefonino, tra cui quello di sviluppare il tumore al cervello. Sull’argomento ancora oggi non si riesce a fare chiarezza, anche se la diatriba ha ormai sconfinato i laboratori ed e’ arrivata nei tribunali. L’ultimo studio risale al 2011, quando il British Medical Journal ha pubblicato un articolo secondo il quale non esisterebbe alcun legame tra cellulari e lo sviluppo di tumori. Questo pero’ non e’ servito a dissipare tutti i dubbi. Ad alimentarli e’ infatti stata l’Agenzia internazionale per la ricerca contro i tumori (Irac), organismo di consulenza specializzato dell’Organizzazione mondiale della sanita’, che per la prima volta ha deciso di sbilanciarsi. Un team della Iarc, composto da 31 esperti, ha infatti decretato che l’uso dei telefonini e di altri apparati di comunicazioni wireless “potrebbero causare il cancro”. Il verdetto si e’ basato sull’analisi di studi epidemiologici effettuati sugli esseri umani. Tuttavia, gli stessi esperti parlano di evidenze “limitate” solo al glioma e al neurinoma acustico, cioe’ al tumore del nervo uditivo, mentre per altri tipi di tumore non ci sarebbero dati sufficienti. Nonostante questo, la Iarc ha inserito le onde elettromagnetiche a radiofrequenze, quelle prodotte dai cellulari, nel gruppo di pericolosita’ 2B, insieme ad altre sostanze “forse” rischiose, come il caffe’, i sottaceti e i pesticidi.

In definitiva, l’organo dell’Oms ha ammesso che potrebbero esserci dei rischi legati all’uso del cellulare, ma che occorrono ulteriori studi per capire bene come stanno le cose. L’argomento e’ caldo, considerata la popolarita’ dei cellulari. Nel mondo si contano all’incirca 5 miliardi di telefonini. Solo in Italia si stima che ce ne siano quasi due a testa, per un totale di circa 100 milioni. Non stupisce quindi che anche il nostro paese e’ impegnato a capire quali potrebbero essere i pericoli per i consumatori. Tra i piu’ importanti c’e’ lo studio Cosmos che coinvolge 250 mila persone in tutta Europa, e quindi anche l’Italia. Non e’ arrivato a nessuna conclusione definitva neanche lo studio Interphone, durato 10 anni e basato su 10mila interviste condotte in 13 paesi. Dai risultati si evince che non c’e’ rischio per le persone che utilizzano i telefoni. Tuttavia, gli stessi ricercatori hanno sottolineato che ancora poc sappiamo sugli effetti a lungo termine e che sembra esserci una piccola percentuale di malati in piu’ di glioma tra gli utilizzatori “assidui”. Non mancano poi ricerche meno ampie che hanno portato lo stesso a risultati contradditori. Tra queste ce n’e’ una che avrebbe rilevato un legame tra telefonate lunghe e l’attivita’ cerebrale elle zone limitrofe alla posizione dell’antenna, senza specificare quali possano essere gli effetti sulla salute. Un altro studio ha invece trovato effetti negativi sulla fertilita’ e un altro ancora avrebbe addirittura scoperto che l’uso del telefonino migliorerebbe la memoria. Nulla quindi di chiaro sull’argomento, se non la necessita’ di approfondirlo con studi piu’ ampi, lunghi e approfonditi.

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