Home News Cosa fare e non fare in vacanza per non incappare in casi di allergie e in shock anafilattici
Cosa fare e non fare in vacanza per non incappare in casi di allergie e in shock anafilattici

Cosa fare e non fare in vacanza per non incappare in casi di allergie e in shock anafilattici

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Ricordate lo scorso anno lo schermidore Aldo Montano ricoverato d’urgenza in costiera romagnola per aver ingerito latticini? E il calciatore Cannavaro “punto” da un calabrone e messo ko alla vigilia di una partita internazionale? O Joshua Jackson celebre interprete di Dawson’s Creek in ospedale per una forte reazione allergica? Alcune allergie non sono solo stagionali e non scompaiono con l’estate. E’ un approccio sbagliato – sottolinea il Prof. Massimo Triggiani  Presidente della SIAICSocietà Italiana Immunologia e Allergia Clinica – Ogni stagione ha le sue peculiari forme di allergia: d’estate è elevato rischio di punture di imenotteri (api, vespe, calabroni) per il maggior tempo trascorso all’aperto e per la maggiore superficie corporea scoperta; l’ingestione di frutta “esotica” per la suddetta cross-reatività con il latex può determinare reazioni anafilattiche, così come l’ingestione di pesce e frutti di mare crudi (sia per allergie specifiche per questi alimenti che per infestazione di anisakis). Attenzione anche a frutta secca o a frutta con il nocciolo (pesche, albicocche, ciliegie).

Massima allerta anche al mare. Le punture di alcune specie (es. meduse o  particolari pesci nel Mar Rosso o ai caraibi, soprattutto in paesi esotici), possono indurre reazioni allergiche anche pericolose. L’esposizione al sole è un fattore che aumenta il rischio di reazioni cutanee, in aggiunta al maggior uso di prodotti solari contenenti potenziali allergeni, sopratutto in chi soffre di dermatite da contatto. Infine fare il bagno e praticare sport acquatici, soprattutto dopo mangiato, aumenta il rischio di reazioni anafilattiche, causa possibile di annegamento. “Occorre evitare una prolungata esposizione al sole – sostiene Giselda Colombo – Responsabile di Unità Funzionale di Allergologia presso San Raffaele di Milano e Membro del Consiglio regionale SIAIC Lombardia  – ed è sempre consigliabile usare prodotti solari e altre creme ipoallergeniche ad indice di protezione elevato; meglio non usare prodotti profumati, che attirano insetti, e non mangiare panini o altro all’aria aperta (il cibo attira gli insetti). Per il bagno, evitarlo dopo mangiato”.

L’attenzione principale la deve però avere proprio il soggetto allergico: “Se l’allergia si è già manifestata – chiosa la Prof.ssa Donatella Macchia, Allergologo Immunologo Clinico e Membro del Direttivo Nazionale della SIAIC – l’allergico deve portare con sé antistaminici, cortisonici, sia in compresse che in fiale intramuscolo, e l’autoiniettore d’adrenalina che, se ha già avuto manifestazioni gravi, ha ricevuto in dotazione dallo specialista allergologo. Se si è allergici a farmaci ad es. antibiotici o si è avuto reazione ad antidolorifici/antipiretici, portare con sé quelli che sono stati consigliati dallo specialista allergologo , non affidarsi al caso o all’improvvisazione, o alla conoscenza della lingua straniera”.

A queste si aggiungono anche le problematiche causate da allergeni presenti nell’aria, come pollini di composite (i “fiori gialli”) e di parietaria (pianta urticante). Anche in montagna volano ancora nell’aria pollini di graminacee (pollini derivanti da erbacce dei campi ma anche da piante nobili come il grano ed altri cereali). Infine, in alcune regioni, a causa del grado d’umidità di alcuni ambienti, possono essere pericolosi anche gli acari della polvere di casa, che si annidano sopratutto nei materassi e nei mobili imbottiti.

“Tra i rischi a cui sono esposti i soggetti con allergie alimentari che si recano in posti esotici – spiega il Prof. Sebastiano Gangemi, Direttore della Scuola di Specializzazione e della U.O.C. di Allergologia e Immunologia Clinica dell’Università di Messina, e Consigliere SIAIC – va citata l’ingestione di vari tipi di frutta “esotica” (kiwi, ananas, mango, papaya, avocado ecc.) che ha similitudini molecolari (cross-reattività) con il lattice della gomma a cui una percentuale della popolazione è allergica, o la frequente ingestione di alimenti ittici crudi che possono evocare reazioni allergiche già di per sé o essere infestati da parassiti come l’anisakis (può trovarsi nel merluzzo, tonno, acciughe, alici, sgombro, sardine ecc..), presente anche da noi, che può indurre reazioni allergiche anafilattiche”.

Per la SIAIC le 5 regole per una vacanza più sicura:

  •  portare con sé una relazione dettagliata, preparata dall’allergologo, in cui siano sintetizzate le problematiche allergologiche del soggetto, si indichino gli allergeni responsabili e la terapia consigliata, i relativi farmaci ed un kit di emergenza;
  • accertarsi che nel luogo di vacanza vi sia un’assistenza medica adeguata;
  • scegliere ristoranti in cui siano specificati gli ingredienti dei piatti e comunicare al gestore  quali sono gli alimenti potenzialmente pericolosi;
  •  non avventurarsi da soli in mare o in luoghi isolati;
  • evitare di ingerire cibi crudi (molte proteine allergeniche sono termolabili) o di dubbia provenienza/conservazione (soprattutto alimenti ittici che possono scatenare, oltre a quelle allergiche, anche reazioni pseudoallergiche da carico di istamina come nella sindrome sgombroide).

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