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La Musini vince il Nabokov e Celestino giunge in finale

La Musini vince il Nabokov e Celestino giunge in finale

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( di Carlo Di Stanislao) – Al libro “I 100 piaceri di d’Annunzio” della rosetana (trapianta a Pescara) Daniela Musini, il Premio Letterario Internazionale Nabokov per la Saggistica. La premiazione il 21 gennaio scorso, a Novoli, in provincia di Lecce, al teatro Comunale, nella splendida piazza Regina Margherita.
Il libro della Musini, già ampiamente apprezzato da critica e pubblico, è un godibilissimo e malizioso glossario, punteggiato di colti rimandi, curiosità e aneddoti inediti, peccati sussurrati all’orecchio ed ha ampiamente meritato l’ambizioso premio.
Edito da Nuovi Equilibri nella collana Grande Fiabesca, il libro si completa di un CD-ROM, che raccoglie uno straordinario inventario iconografico: una panoramica inedita e onnicomprensiva della vita, delle passioni e degli amori del Vate, che nella lussuosa dimora di Gardone ha profuso una moltitudine di oggetti scaramantici, segno di una superstizione che faceva sì che lui non passasse mai sotto una scala e considerasse così nefasto il 13, da annullare tutti gli impegni previsti per quella data.
Come fa D’Annunzio ne “Il piacere” nei confronti dell’inventato conte poeta e pittore Andrea Sperelli, in questo saggio la ineffabile Musini prova una gioia indicibile a lacerare tutti i veli, a palesare tutti i segreti, a violare tutti i misteri, a possedersi fin nel profondo, a penetrarsi, a mescolarsi, a comporre un essere solo, un’ “anima camaleontica, mutabile, fluida, virtuale”.
Per la Musini, come per Giordano Bruno Guerri, Presidente del Vittoriale e direttore del D’Annunzio festival di Pescara, D’Annunzio è stato malgiudicato per motivi politici,e quindi bollato come decadente, come uomo dedito solo a fare debiti e fare sesso e poi con vizi, sino ad essere chiamato Giovanni Battista del fascismo. In realtà fu tutto l’opposto: un personaggio esemplare e simbolico che ha rinnovato la letteratura italiana, grande al pare di Joice, Proust, e altri straordinari innovatori europei.
Va anche detto che, in finale al Premio Nabokov, è giunto anche “Il Mito di Celestino”, ultima fatica del giornalista e scrittore aquilano Angelo De Nicola, edito dalla One Group, saggio sull’attualità dell’Eremita del Morrone.

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