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Lavoro interinale, funziona o no?

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(di Mirko De Frassine) – La legge 92-2012 della Fornero non sembra aver apportato grosse modifiche al Contratto di Somministrazione di lavoro (interinale). Molte aziende fanno di questa tipologia contrattuale un requisito fondamentale. Ricordiamo che per contratto di somministrazione si intende un contratto stipulato tra una persona e un’agenzia di somministrazione di lavoro temporaneo (Adecco, Manpower etc.) per conto di un’azienda.
Questa tipologia di contratto prevede anche l’assunzione a tempo indeterminato in agenzia interinale. Una cosa incredibile! Nel 2012 e con la crisi attuale che senso ha assumere una risorsa a tempo indeterminato da parte di un’interinale? Se sono costituite come agenzie per il lavoro temporaneo perché è prevista l’assunzione indeterminata? Molti non conoscono questo aspetto e le riforma operata dalla Fornero non ha scalfito il ruolo delle interinali. E’ verisissimo che rispetto agli anni precedenti i lavoratori in somministrazione sono calati ma è altrettanto vero che continua a imperversare questa forma di assunzione.
Le aziende hanno bisogno delle interinali per sfuggire a contratti indeterminati o determinati che dopo la riforma hanno visto un ampliamento dei tempi da rispettare tra la fine di un contratto e la stipula di un altro.
I contratti di somministrazione hanno spesso una durata di 1 mese e dunque non garantiscono ai lavoratori la possibilità di poter fare previsioni o calcoli annuali o mensili. Il settore che più ricorre alla somministrazione di lavoro è quello delle telecomunicazioni e le aziende che vincono gli appalti e predispongono call center, contano sull’utilizzo di risorse per un tempo limitato, rinnovando i contratti mese per mese o non rinnovando affatto.

Ma che senso ha investire e formare su dipendenti in somministrazione con corsi lunghi anche fino a 1 mese per poi offrire loro un contratto interinale della stessa durata della formazione? Per i corsi si attinge peraltro al fondo FormaTemp, finanziato attraverso percentuali detratte dallo stipendio di tutti i lavoratori in somministrazione in Italia. Molti si chiedono come sia possibile che le aziende formino una risorsa, la introducano nell’ambiente e poi lascino scadere il contratto, per prendere un’altra persona con le stesse modalità! Semplice! In questo modo non c’è bisogno di licenziare e le risorse affamate di lavoro sono tante e facilmente reperibili. E non dimentichiamo che la formazione dei corsi organizzati, ad esempio per un call center, è diversa da azienda ad azienda, per cui ogni volta che si viene assunti nello stesso settore si deve rifare un corso nuovo.

Più che tirare alcune linee e sbarrare diciture che regolano i contratti di lavoro, non sarebbe più oppportuno diminuire le tipologie contrattuali di lavoro che in Italia sono oltre 200 (più di tutti gli altri Paesi del mondo) e regolare i processi di formazione e di assunzione?

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