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Ragazze di Miss Italia, no alla vendita del corpo per successo

Ragazze di Miss Italia, no alla vendita del corpo per successo

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“Mai vendermi per avere successo” e “mai mercificare la mia bellezza”. Di fronte ai giornali che da tempo tempestano le adolescenti con una equivalenza tra escort e spettacolo che spaventa, e di più se il committente è un politico influente, le ragazze di Miss Italia rispondono con un applauso scrosciante alla psicologa Maria Rita Parsi, quando riporta – in un incontro aperto al pubblico – qualche dato del test sottoposto alle 60 finaliste, nell’ambito di una ricerca sugli adolescenti. Già si sapeva che Miss Italia fosse, con il suo storico slogan della ‘ragazza della porta accanto’, visibilmente diversa da quella miriade di casting che di concorso hanno solo i punti della merce in svendita.

Non a caso poco dopo, sempre di fronte alle 60 finaliste, il presentatore Fabrizio Frizzi ha voluto sottolineare che le concorrenti a Miss Italia sono state sempre “rispettate e protette”. E ora emerge che non è sola l’organizzazione a fare di tutto per garantire un ambiente ‘rispettabile’, ci sono anche scelte precise delle ragazze che decidono di partecipare. Alle miss, ha spiegato la Parsi, è stato sottoposto il test Proust di 20 domande, per dare loro la possibilità di descriversi abbastanza spontaneamente a partire da domande generiche, come: ‘cosa non sopporti’?. E alla domanda ‘cosa non faresti mai?’, ben 54 miss su 60 hanno dato risposte di questo tipo: “Mai vendermi per avere successo, mai mercificare la mia bellezza, mai fare compromessi per affermarmi, mai essere fuori posto con la mia coscienza” e, last but not least, “non farò mai la mantenuta”.

“Siamo rimasti colpiti da queste risposte – ha spiegato la psicologa – perché, che sia vero o no quello che hanno dichiarato, il test non pone domande che possono indurre a trattare un tema piuttosto che un altro, ha solo domande generiche che puntano a stimolare una risposta originale. Le loro risposte vogliono dire: non vorrei che questo concorso di bellezza mi facesse sembrare una persona disponibile a certi compromessi”. Le miss, dunque, spontaneamente, hanno sentito l’esigenza di rispondere così, per distinguersi. Allo stesso modo hanno voluto prendere le distanze da un altro problema, tipico delle passerelle di moda: anoressia e bulimia. Di nuovo, anche qui hanno voluto evidenziare che, per quanto magre (quest’anno appena un po’ meno per il lancio della linea ‘morbida’ del benessere, con tre ragazze in gara che indossano la taglia 44), lo sono perché fanno sport o hanno un metabolismo accelerato: a tavola, dicono, mangiano eccome.

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