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Test universitari:  poca cultura, tanta logica

Test universitari: poca cultura, tanta logica

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Per superare il quiz bisognava invece essere ben preparati in logica e problem solving: le domande di cultura generale non c’erano, quelle di cultura scientifica erano poche. “Cose che a scuola, però, non ci insegnano”. Francesco, 20 anni, napoletano, oggi era tra la folla di candidati che hanno tentato il test di ammissione alla facoltà di Medicina della Cattolica. Era nel gruppo dei “romani”, mentre altri aspiranti camici bianchi svolgevano la prova a Milano e Bari. “Ho risposto a 70 domande su 120 – racconta all’ANSA – ma se sono riuscito a portare a casa più di metà compito è solo perché ieri ho frequentato un corso privato intensivo che mi ha aiutato a capire la tipologia di domande che oggi mi sarei ritrovato in questo test”. Poca biologia e chimica, molto ragionamento. Diventare medico, per Francesco, è il sogno di una vita. L’anno scorso ha provato l’esame di ammissione alla Federico II di Napoli, ma non è passato. Quest’anno si è iscritto a più test di ammissione. Dopo la Cattolica (“incrocio le dita e spero di passare alla prova orale”, dice) il 5 settembre tenterà anche alla Federico II o alla Seconda università di Napoli. “Mi sono iscritto a entrambe, sceglierò all’ultimo”. Francesco si è diplomato al liceo classico nel 2010 con un buon voto e sa che questo giudizio inciderà del 30% sul punteggio finale per l’accesso ai corsi del Gemelli. Questa mattina si è quindi presentato “abbastanza tranquillo”. Un po’ di tensione – ammette – l’ha avuta “solo nel momento in cui é stato consegnato il foglio, prima che cominciasse la prova”. Nei 90 minuti in cui è durata “non ci sono stati problemi o eventuali scorrettezze”, afferma. “C’erano controlli meno rigidi – osserva – rispetto a quelli che ho riscontrato l’anno scorso a Napoli. Oggi i test erano diversi da studente a studente e in generale l’ambiente era più rilassato”. Facendo, però, qualche conto questi test di ammissione non sono stati esenti da spese: “Per tutto l’anno ho frequentato un corso privato per prepararmi al test di ammissione a Medicina. Poi ieri ho seguito un corso intensivo”. Al tutto si devono aggiungere anche i costi di iscrizione ai test. Dopotutto però si tratta di “un buon investimento”, se fatto per la realizzazione di un sogno.”Cose che a scuola, però, non ci insegnano”. Francesco, 20 anni, napoletano, oggi era tra la folla di candidati che hanno tentato il test di ammissione alla facoltà di Medicina della Cattolica. Era nel gruppo dei “romani”, mentre altri aspiranti camici bianchi svolgevano la prova a Milano e Bari. “Ho risposto a 70 domande su 120 – racconta all’ANSA – ma se sono riuscito a portare a casa più di metà compito è solo perché ieri ho frequentato un corso privato intensivo che mi ha aiutato a capire la tipologia di domande che oggi mi sarei ritrovato in questo test”. Poca biologia e chimica, molto ragionamento. Diventare medico, per Francesco, è il sogno di una vita. L’anno scorso ha provato l’esame di ammissione alla Federico II di Napoli, ma non è passato. Quest’anno si è iscritto a più test di ammissione. Dopo la Cattolica (“incrocio le dita e spero di passare alla prova orale”, dice) il 5 settembre tenterà anche alla Federico II o alla Seconda università di Napoli. “Mi sono iscritto a entrambe, sceglierò all’ultimo”. Francesco si è diplomato al liceo classico nel 2010 con un buon voto e sa che questo giudizio inciderà del 30% sul punteggio finale per l’accesso ai corsi del Gemelli. Questa mattina si è quindi presentato “abbastanza tranquillo”. Un po’ di tensione – ammette – l’ha avuta “solo nel momento in cui é stato consegnato il foglio, prima che cominciasse la prova”. Nei 90 minuti in cui è durata “non ci sono stati problemi o eventuali scorrettezze”, afferma. “C’erano controlli meno rigidi – osserva – rispetto a quelli che ho riscontrato l’anno scorso a Napoli. Oggi i test erano diversi da studente a studente e in generale l’ambiente era più rilassato”. Facendo, però, qualche conto questi test di ammissione non sono stati esenti da spese: “Per tutto l’anno ho frequentato un corso privato per prepararmi al test di ammissione a Medicina. Poi ieri ho seguito un corso intensivo”. Al tutto si devono aggiungere anche i costi di iscrizione ai test. Dopotutto però si tratta di “un buon investimento”, se fatto per la realizzazione di un sogno.

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