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Un nuovo “tarlo” estivo per la pelle

Un nuovo “tarlo” estivo per la pelle

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“Impara tutto, vedrai che poi nulla è superfluo”
Ugo di San Vittore

(di Carlo Di Stanislao) – In questi ultimi anni,  nel mondo occidentale, si descrive con sempre maggiore frequenza una patologia dermatologica nuova, causata da acari che vivono con i tarli, nei cunicoli che questi scavano in vecchi mobili, sparsi nelle varie case. Responsabile di ciò è il  Pyemotes ventricosus, un parassita delle larve di insetti,  invisibile ad occhio nudo per le sue ridottissime dimensioni (circa mezzo millimetro), con  un comportamento biologico particolare: la femmina gravida partorisce individui già adulti in numero talvolta superiore a 400; lo sviluppo post-embrionale avviene interamente all’interno della femmina gravida. Il Pyemotes ventricosus, appartiene insieme alle trombicule al gruppo degli acari pungitori, lungo circa 0,2 mm, è un ectoparassita del tarlo del legno (stadi larvali); dotato di stiletti buccali può pungere anche l’uomo causando gravi dermatiti, a volte associate a sintomi più complessi quali febbre, mal di testa, vomito, diarrea per l’azione delle tossine immesse. Le femmine sviluppano numerosa prole (200-300) all’interno del loro addome (forma a palloncino), raggiungendo gli 1 – 2 mm.

ACARO DEL TARLO

Un nuovo “tarlo” estivo per la pelle

Mentre negli ambienti industriali la presenza di artropodi infestanti è direttamente legata alla corretta gestione delle aree esterne ed alla puntuale manutenzione dei locali e dei macchinari, nonché alle materie prime utilizzate, negli edifici ad uso civile e nelle abitazioni domestiche gli infestanti sono prevalentemente legati alle caratteristiche dell’immobile ed alla natura dei materiali utilizzati (pannelli isolanti, carpenteria lignea, rivestimenti, arredi, ecc.), oltre che alle modalità ed allo stile di vita degli inquilini. Lo studio dei fattori di rischio biologici per la salute presenti negli ambienti domestici (ambienti “indoor”) ha acquisito in questi ultimi anni sempre maggiore importanza in quanto larga parte della popolazione trascorre parte del proprio tempo in ambienti confinati e, per vari motivi concomitanti sia antropici che sociali, si è assistito ad un rapido scadimento della qualità di questi ambienti. Infatti negli ultimi decenni si è imposto nei centri urbani un modello edilizio molto diverso dal passato, esemplificato dall’impiego di numerosi materiali prefabbricati con l’unico obiettivo del “presto ed a costi contenuti”. Inoltre, a seguito della crisi delle risorse energetiche mondiali, sono stati sviluppati criteri tecnico-progettuali per gli edifici ad uso abitativo non sempre in linea con il concetto di igiene dell’ambiente di vita e/o di lavoro. In particolare la necessità di contenere i consumi per il riscaldamento ha imposto un sempre maggiore isolamento degli edifici, con conseguente spinta a sigillare gli ambienti interni, con il risultato di un deficit di ricambio d’aria. Oltre alle modifiche strutturali degli edifici si sono accompagnate modifiche rilevanti degli arredi (mobili da incasso, nuovi materiali per rivestimenti, ecc.) e di apparecchi domestici da lavoro (piccole impastatrici, macchine da caffè ecc.). L’associazione tra anobidi (i tarli) e Pyemotes ventricosus è molto stretta: l’acaro viene infatti considerato parassita del “tarli dei mobili”. I tipici focolai di infestazione sono appunto mobili tarlati, tavoli, sedie, divani, cornici ma anche la legna da ardere, che portata nelle abitazioni, può introdurre Pyemotes ventricosus nelle case. Mentre il tarlo dei mobili si sviluppa a spese del legno, Pyemotes ventricosus si diffonde ovunque ma soprattutto punge l’uomo riversandosi su letti, divani, poltrone, cornici, coperte e anche vestiti. Tipicamente Pyemotes ventricosus punge le parti del corpo che rimangono coperte dai vestiti: fianchi, spalle, gambe sono i luoghi elettivi. Le punture causano dermatiti che si evidenziano con microvescicole circondate da un alone eritematoso fortemente pruriginoso. Bastano pochi esemplari per creare problemi dermatologici all’uomo. La distribuzione delle lesioni è strettamente legata al contatto diretto della cute con la matrice legnosa infestata. Il periodo più critico è proprio durante la riproduzione: giugno-luglio, da cui il nome di dermatite estiva dell’uomo. La terapia si basa su corticosteroidi topici ed antistatici orali ma, nei casi più gravi e diffusi, può essere necesaria la ospedalizzazione. Naturalmente bisogni eliminare l’acaro dalla’ambiente domestico. Molto utile è il trattamento a microonde, che oltre ad eliminare l’agente di deterioramento del legno, elimina anche l’acaro responsabile di dermatiti. L’intervento sarà completo se coordinato ad un trattamento ambientale rivolto anche ai complementi d’arredo dove l’acaro agente della dermatite estiva dell’uomo può rifugiarsi. Con il trattamento debiotizzante si arresta il danneggiamento del manufatto ligneo e nel contempo si ricreano le condizioni ottimali per potere godere della propria abitazione senza timore delle fastidiose punture di Pyemotes ventricosus.

 

Letture consigliate:

–          Cornegliani L., Vercelli A.: Atlante di dermatologia comparata. Ectoparassitosi e dermatofitosi, Ed. C G Medico Scientifiche, Roma, 2010.

–          Puccini V., Tarsitano E.: Parassitologia urbana. Città, animali e salute pubblica, ed. Il Sole 24 Ore Ediagricole, Milano, 2003.

–          Romi R., Khoury C., Bigliocchi F., Maroli M.:  Schede guida su acari e insetti di interesse sanitario ED. Rapporti ISTISA,  Roma, 1994.

–          Vegni Talluri M.: Parassitologia, Ed. Cortina, Padova, 1999.

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