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Vecchioni da Nobel?

Vecchioni da Nobel?

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(Di Carlo Di Stanislao) Tutto ha avuto inizio dall’articolo di Enrico Tiozzo, che dalle pagine del Corriere della Sera annunciava, una settimana fa, la candidatura di Vecchioni, assieme a quelle di Leonard Cohen e Bob Dylan. Subito un tam tam sui vari social network hanno sposato l’idea, sicché, per il web, Roberto Vecchioni quest’anno dovrebbe gareggiare con scrittori come Murakami, Joyce Carol Oates e Peter Nadas, per l’assegnazione dell’ambito riconoscimento.

In una sua vecchia e famosa canzone cantava: C’era una grande festa nella capitale, perché la guerra era finita” e non sappiamo se è vero che l’Accademia di Svezia stia valutando la sua candidatura, ma certo la notizia rallegra il tetro panorama discografico italiano definito, in questi giorni, un cielo pesto privo di luce. Come è noto il Nobel verrà consegnato il 10 dicembre  “all’autore o all’autrice dell’opera letteraria più considerevole d’ispirazione idealista” e favorito, per la letteratura, lo scrittore giapponese (molte volte dato per vincitore certo, ma poi battuto) Haruki Murakami.

Comunque, il vincitore sarà annunciato la prossima settimana, in data non ancora definita, con, ad aprire le danze il 7 ottobre, il vincitore per la Medicina ed annunci successivi per le altre sezioni, sino al 14.

Secondo le voci e indiscrezioni più insistenti che circolano, sembra proprio sia l’anno di Murakami ma spesso i nomi al primo posto sono quelli che vengono più facilmente bruciati. Il cinese Mo Yan, vincitore del Nobel per la Letteratura l’anno scorso, era infatti dato dagli scommettitori al terzo posto.

Quanto all’outsider Vecchioni, è anche autore di raccolte poetiche come ‘Di sogni e d’amore’ (Frassinelli) e di ‘Scacco a Dio’ (Einaudi) ed ha già vinto non solo premi canzonettistici, ma letterari, come il prestigioso Premio Scanno.

L’edizione 2013 del Nobel, comunque, ci parla di altri due cantanti fra i candidati: Bob Dylan e Leonard Cohen, il primo autore di celebri pezzi come “Knockin’ on heaven’s door” e “Blowin’ in the wind”, da più di 15 anni candidato al premio e il secondo autore della struggente “Halleluja”, ma anche poeta che cominciò a scrivere poesie molto prima di scrivere canzoni, con una carriera partita da lì: dalla letteratura, con i primi album che sono reading, di poesie registrate.

Comunque andranno le cose per Vecchioni (e per noi) e chiunque sarà il vincitore, si tratta di una svolta storica per il mondo della musica che per la prima volta si prepara ad entrare nell’olimpo letterario. Andrea Laffranchi sul Corriere della Sera ricorda quale sia stato il lungo viaggio che ha portato i testi delle canzoni ad essere considerati vera letteratura. “Anche se Italo Calvino, Roberto Roversi, Alberto Moravia e altri uomini di lettere hanno regalato dei versi alla canzone popolare, soltanto a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 le antologie hanno iniziato a ospitare i testi di canzoni, inserendo De André”, scrive il giornalista. E continua: “Il mondo degli intellettuali ha sempre guardato con sospetto alla canzone, come se fosse una poesia di serie B”. Ora dovranno ricredersi.

 

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