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Grazie Grazia

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(Di Carlo Di Stanislao) – Subito dopo il sisma si è adoperata per aiutare la nostra città partecipando attivamente alla formazione degli allievi dell’Accademia della canzone, nata dalla collaborazione tra L’Istituzione Sinfonica Abruzzese e il Conservatorio di Musica “A. Casella” ed assumendone la direzione artistica.
Ed è stata in questa occasione che di Grazia di Michele noi aquilani e di prima mano, abbiamo potuto apprezzare la forza di carattere, l’ispirazione e la professionalità, oltre alla voce particolare e alla forte espressività, combinate con impegno politico e sociale davvero non retorici né di facciata.
Pochi mesi prima, cioè nel febbraio 2009, aveva risposto per le rime a Pippo Baudo che, commentando la vittoria di Marco Costa a Sanremo, aveva ricordato che lei, la De Michele, non ne aveva colto la portata e l’aveva poi definita ex cantante fermatasi a “Le ragazze di Gauguin”, senza rammentare che, dopo quella canzone, la nostra era stata altre tre volte (una con lui a presentare) a Sanremo e, negli anni successivi, aveva realizzato molto altro ancora in ambito artistico, differenziando il suo contributo in modo estremamente variegato: nel 2007 menzione speciale al Premio Lunezia per il valore “musical-letterario” dell’album Respiro e premio letterario LuccAutori; nel 2008 protagonista della piece teatrale “Di’ a mia figlia che vado in vacanza”, di Denise Chalem, per la regia di Maddalena Fallucchi; nel 2009 partecipazione al progetto Capo Verde, terra d’amore, ideato da Alberto Zeppieri.
Né si è fermata dopo quelle date, comparendo nel disco “Voices” di Paolo Di Sabatino (2011), con la canzone “Francesco”, dedicata a Mike Francis (nome d’arte di Francesco Puccioni), fra l’altro suo cugino, a due anni dalla sua scomparsa e, la scorsa estate, aprendo, con le canzoni dell’album “Giverny”, il tour del Trio di Paolo Di Sabatino, idealmente dedicato a Claude Monet.
Sabato la città de L’Aquila, in una cerimonia alle 21 in Piazza Duomo, le manifesterà affetto e riconoscenza consegnandole un premio speciale, durante il Gran Galà Premio Città di L’Aquila e rievocando la splendida tournèe chiamata “I colori della musica: un viaggio sinfonico attraverso la canzone”, che non solo ha portato i talenti aquilani in giro per la regione, ma moralmente e artisticamente sostenuto tanti giovani che nella tragedia del 6 aprile 2009 avevano perso un pezzo della loro vita.
Grazia De Michele, in realtà, non è nuova all’impegno sociale rivolto specialmente a bambini e a disabili: dal 2000, infatti, è Musicoterapeuta e insegna questa disciplina in diversi centri sia pubblici che privati, accanto a pazienti con varie patologie, fisiche o psichiche. Un lavoro che svolge contemporaneamente alla sua attività di artista e che le ha permesso di avvicinarsi meglio, proprio grazie alla Musica, alle persone che soffrono.
Altri premiati sabato in Piazza Duomo saranno Vittorio Sgarbi, Michele Placido, Roberto Giacobbo e Rodolfo De Laurentis, ma la più applaudita sarà senza dubbio lei, quella criticata per la partecipazione ad “Amici”, ma anche in grado di dire ai giovani sfidanti di quella trasmissione: “Esisiono delle regole: bene, sovvertile!”.
Saremo felici del premio come cittadini ma anche come cinefili, perché del cinema Grazia si è sempre detta innamorata. Non a caso, lo scorso 25 agosto, a Piazza Palazzo, ha fatto da madrina alla prima del film “L’Aquila A.D. 2009”, realizzato dai ragazzi della scuola media di Pizzoli – Cagnano, un film in cui si racconto il terremoto visto con gli occhi dei ragazzi, un progetto didattico ideato dalla professoressa Paola Trivelloni con la collaborazione di Vera Prete e Rosetta Mele.
Alla fine della serata, presentata da Cristina Di Stefano e Vanni Biordi, la cantautrice mise la sua come prima firma su un mattone simbolo della ricostruzione della città.
Ed oggi, premiandola, poniamo un secondo mattono nel riedificare la città, ricordandoci chi siamo e chi davvero è stato dalla nostra parte.
In verità, secondo noi, mancano appello almeno due nomi: Fiorella Mannoia che la città ha aiutato con Gianna Nannini ed altre e che di recente ha richiamato l’attenzione sul nostro “caso irrisolto”, definendo l?aquila “una città da spolpare” e Moni Ovaida, che, quando venne a marzo scorso, ci insegnò come creare, attraverso arte e cultura, un ponte di amicizia e stringere una rete di condivisione e di sensibilità comune, per raggiungere risultati profondi e sorprendentemente diretti nel processo di ricostruzione.
Ma certamente vi saranno altri modi per ringraziarli.

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