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La parola e la naturale infedeltà secondo Shakespeare

La parola e la naturale infedeltà secondo Shakespeare

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(Di Carlo Di Stanislao) Dal 22 agosto e fino al 7 settembre al Globe Theatre di Villa Borghese, è di scena “Molto rumore per nulla”, commedia romantica intrisa di temi amorosi (ma non solo), scritta da Shakespeare tra l’estate del 1598 e la primavera del 1599, ambientata a Messina, rappresentata centinaia di volte e trasporta una dozzina sullo schermo, stavolta adattata da Loredana Scaramella (che ne ha curato anche la regia), con Mauro Sanpietro, con Laura Balbo come Margherita, Fausta Cabra, Claudio, Cristiano Caccamo per Sorbramesso, Mimosa Campironi, Ero e Federico Ceci per Don Pedro.

L’adattamento è di puro godimento, allietato dalla musica popolare di Michele Di Paolo, Antonio Pappadà e Lorenzo Salvatori, che coinvolge il pubblico in una tarantella collettiva una gran festa allegra e briosa, che come protagonista Carlo Ragone, nel doppio ruolo di Corniolo e di Baldassarre.

L’adattamento e la regia, entrambe felici, recuperano per intero il “much ado about nothig s”, lo sviluppo per vicende parallele che è al centro delle commedie shakesperiane, con quella principale che vede protagonisti Hero e Claudio e che passa in secondo piano rispetto a quella di Beatrice e Benedick. L’intreccio, comunque, non è che un pretesto per una serie di dialoghi brillanti e arguti, con le due vicende costruite sull’uso della parola e dei bisticci verbali, che si estendono fino al titolo, che già di per sé suggerisce che si tratta di un puro e semplice divertimento, senza significati riposti e senza conseguenze.

Il tema che Shakespeare vi sviluppa riguarda la volubilità del cuore umano, un cuore debole come debole è l’uomo, influenzabile da ogni piccola cosa.

Ma, soprattutto, lo ripetiamo, la commedia è un saggio sull’uso della parola, che e’ una delle piu’ grandi arti concesse all’essere umano, ma molto difficile da gestire nel modo adeguato, da capire e da capirne i molteplici significati. La parola, il suono e il rumore in fondo sono elementi affini e chi non riesce a comunicare in modo consono con gli altri e’ come una persona che non capisce la musica perche’ e’ come se fosse privo di quella sensibilita’ necessaria nei rapporti umani.

Le diversita’ dei linguaggi dei vari personaggi hanno creato molteplici equivoci ma l’importante alla fine e’ rendersi conto che non si tratta altro che nulla, vuoti e ingannevoli artifici.

Particolarmente bella la canzone del musico Balthasar, intitilata ‘Sigh no more,ladies sigh no more’ sul tema della naturale infedeltà, un tema, che in modo invece tragico, il grande Bardo affronterà in Otello in Antonio e Cleopatra.

Oggi, la ricerca scientifica, i dice che l’infedeltà è condizione genetica, legata alla produzione di dopamina, ma, come sosteneva Shakespeare e dice il neuroscienziato Justin Garcia, gli studi scientifici non giustificas la trasgressione perché esse derivano da reazioniassociative, il che significa che non tutti quelli che hanno un certo genotipo commettono infedeltà

Tornando all’adattamento romano al “Globe” di Villa Borghese, struttura costruita nel 2003, all’interno dei giardini di Villa Borghese, fedele in tutto a quello omonimo di Londra, realizzata dal comune di Roma grazie ai finanziamenti della Fondazione Silvano Toti, sulla base di un’idea iniziale di Gigi Proietti; è fedele al testo, brioso, frizzante, divertente, da vedere assolutamente, arrossendo appena se ci si riconosce nelle debolezze dei vari personaggi.

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