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Compleanno di fumetti (con solidarietà) a Modena

Compleanno di fumetti (con solidarietà) a Modena

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(di Carlo Di Stanislao) Oggi e domani, il Bonvi Parken di Modena, per festeggiare il suo primo, vivacissimo anno di vita, fa spazi creativi, stand editoriali, incontri, fumetterie, performance live, disegni in diretta con ospiti del mondo del fumetto e dell’illustrazione, festeggerà i 50 anni di Diabolik ed i 40 di Nick Carter, eroe ideato all’inesauribile e surreale autore di Sturmtruppen e lo farà  con un doppio incontro condotto da Guido De Maria e da Clod, con la partecipazione di Francesca Fornario (giornalista, autrice satirica e collaboratrice della trasmissione “Un giorno da pecora” in onda su Radio 2) ed ospiti del mondo del fumetto tra cui Silver, e Vincenzo Mollica (critico e giornalista Rai), per uno spettacolo a più voci,  all’insegna dell’ironia e del divertimento,  con  talk show, video-letture di strip, proiezioni di “fumetti in tv” e… una buona dose di imprevedibili sorprese.

Nick Carter, l’intrepido investigatore costantemente accompagnato dagli aiutanti Patsy e Ten, è stato inventato, quaranta anni fa, dal tandem emiliano Bonvi, ovvero Franco Bonvicini (morto a Bologna a dicembre del 1995) e Guido De Maria e le due serate che a lui saranno dedicate a Modena, si chiameranno ”Ebbene sì”, dalla celeberrima frase che Stanislao Moulinsky, suo acerrimo nemico, da alla fine di ogni episodio di Supergulp.

Dopo una prima versione in rete dal 2001, oggi Nick Carter ha persino una pagina Facebook. Sul website del personaggio creato dal tandem emiliano Bonvi-Guido de Maria una nuova sezione ‘Eventi e news’, dove si potranno trovare notizie e aggiornamenti su mostre e allestimenti, una sezione ‘Enciclopedia’ con articoli, riferimenti letterari e citazioni.

Sempre nell’ambito della due giorni modenese, troverà spazio anche un’iniziativa di solidarietà intitolata ‘Don Camillo e Peppone per la ricostruzione. 100 fumettisti per 100 mattoni’, concepita  per aiutare le popolazioni dell’Emilia colpite dal recente terremoto, con grandi nomi del fumetto italiano che offriranno le proprie tavole originali unitamente a disegni realizzati su mattoni.

Tornando a Nick Carter, fu il protagonista del primo programma di fumetti in tv: “Gulp! fumetti in TV”, che nacque nel 1973 sotto l’impulso di Giancarlo Governi, allora direttore del “Servizio Programmi Speciali” della RAI, il quale incaricò Guido De Maria di dare vita all’intero programma curandone la regia.
Nick Carter, il cui nome fu tratto dalle avventure del poliziotto newyorkese pubblicate in Italia da Nerbini all’inizio del 1900, fu dunque un personaggio multimediale fin dalla sua origine: nacque già a fumetti per la TV e approdò sulla carta stampata solo successivamente.
Nick Carter prese la voce di Carlo Romano (di cui assunse vagamente anche l’aspetto fisico), il famoso doppiatore di Jerry Lewis, Alfred Hitchcock, Fernandel, oltre che del grillo parlante del Pinocchio di Disney (guarda lo “Speciale Voci di Nick Carter” in “Personaggi”).
“Gulp! Fumetti in TV” andò in onda dal settembre al dicembre 1972, al giovedì, prima di Rischiatutto ed ebbe un successo incredibile.

Altro personaggio di successo della trasmissione fu il “Signor Rossi” di Bruno Bozzetto.”

Cinque anni dopo “GULP!”, su RaiDue,  venne messo in onda “SuperGulp!”, altra trasmissione di enorme successo.

Oltre che con le proprie storie a fumetti, Nick Carter, Patsy e Ten, a cartoni animati veri e propri, svolsero anche la funzione di presentatori di tutte le puntate della trasmissione, a volte disturbati da “Giumbolo”, uno strano folletto creato da Guido De Maria, “che gongola e rigongola la notte e il dì”.

In quello stesso periodo (1977-1981), si susseguirono, sul piccolo schermo, con audience crescente: “Corto Maltese” di Hugo Pratt (con regia di Secondo Bignardi), “TinTin” di Hergè, “Alan Ford e il Gruppo TNT” di Max Bunker, “L’Uomo Ragno”, “I Fantastici Quattro” e “Thor” di Stan Lee, “Tex Willer” di Bonelli e Galeppini, i “Peanuts” di Schultz, “Sturmtruppen” e “Marzolino Tarantola” di Bonvi, “Lupo Alberto” di Silver, “Asterix” di Goscinny e Uderzo,”Jonny Logan” di Garofalo e Cimpellin, “Mandrake” di Falk e Davis, “Cino e Franco” di Young e Raymond, “Jack Mandolino” di Jacovitti, “Rip Kirby” di Alex Raymond, “Beetle Bailey” di Mort Walker e “Krazy Kat” di George Herriman.

Il Bonvi Parken, tra via della Pace e viale Amendola, è stato fondato a Modena nel 2011 e quest’anno, in un momento di grande difficoltà per l’Emilia, vuole festeggiare in modo leggero e spiritoso ben quattro compleanni: il suo primo, il quarantesimo di Nick Carter e della trasmissione “Supergulp!”, il ventesimo dalla nascita di Comix della Franco Cosimo Panini ed il mezzo secolo di Diabolik., nato da un’ idea di Angela Giussani e il cui primo numero, dal titolo “il re del terrore”, uscì il 1º novembre 1962.

Promotori della iniziativa sono l’assessorato alla Cultura e il Museo civico d’arte, in collaborazione con Comix – Franco Cosimo Panini e con Comixcomunity.

Il 1° aprile (data significativa per nascere, all’insegna dei lazzi e dello scherzo) dello scorso anno,  Bonvi avrebbe compito 70 anni e Bologna, città in cui è morto ed è stato seppellito, nel 1995, fra le note di “No, Je Ne Regrette Rien”, la sua canzone preferita, lo ha ricordato.

C’erano tutti e tutti hanno preso la parola: padre Michele Casali del Centro San Domenico, Francesco Guccini, Massimo Valerio Manfredi, Guido Silvestri in altre Silver, già giovane di studio di Bonvi che gli regalò come liquidazione l’idea di Lupo Alberto.

La cerimonia sembrava Alice’s Restaurant di Arthur Penn, il padre di Sean, regista di film di ribellioni, autore che Bonvi amava moltissimo.

Cresciuto con Guccini, Bonvi ha venduto milioni di album nel mondo e al’inizio  degli anni Settanta ha vinto il Prix Saint-Michel a Bruxelles,  come migliore disegnatore europeo.

Un suo amico, ultimo compagno di vita, morto poco dopo di lui, Magnus, Roberto Raviola, creatore di Satanik, Kriminal, Alan Ford, uno dei pochi italiani al Musée de la bande dessinée a Angoulême, il più importante museo di illustrazioni al mondo, ebbe a dire che, in fondo, nel campo del fumetto, Bonvi attiene a quel diverso che nasce dal cuore rosso e rurale dell’Emilia e non perde e non dimentica niente.

Aveva ragione. Tanto che, quando nel 1976, due comici del Nord ( Renato Pozzetto e Cochi Ponzoni) ed un regista pure bravo ma del Sud, Salvatori Samperi, da lui presero “Stumettruppen, il film fu un totale disastro, a parte il delizioso cammeo in cui lo stesso Bonvi, nella parte di un condannato alla fucilazione, deve tentare di scansarsi per evitare le pallottole.

Propprio perché deprivato dalla solida, rurale, irriverente “emilianità”, il film si riduce ad una sequela di gag che raramente centrano il bersaglio, con da salvare, la parentesi già ricordata di Bonvi, i titoli di testa e di coda e il tema centrale: “Truppen”, di Enzo Jannacci, cantato da  Cochi e Renato.

I fumetti nel cinema italiano non hanno mai avuto grande fortuna. Dopo “il signor Bonaventura” di e con Sergio Tofano che sulla schermo compare nel 1941 con “Cenerentola e il Signor Bonaventura”,  con Paolo Stoppa nei panni dello svampito signore baciato dalla sorte, pure ideato Trenta da Tofano; bisognerà aspettare gli anni Sessanta per rivedere sul grande schermo fumetti, con ragioni sottese a nuovi adattamenti, più sensazionalistiche che sentite.

Una spanna sopra agli altri, resta “Diabolik” di Mario Bava, film realizzato con sguardo sempre vivo del regista, che sostituì un Tonino Cervi poco a suo agio con lo sforzo tecnico richiesto dal progetto.

Sarà forse il caso, comunque, di pensare ad una “revisione” del genere, con i film, ad esempio, su Kriminal, con Tex e il signore degli abissi (1985), diretto da Duccio Tessari su soggetto di Bonelli senior, con Giuliano Gemma  ed il più recente (2002) “Paz”: film corale,  che miscela tre opere del cartoonist bolognese Andrea Pazienza, deceduto giovanissimo nel 1988: Zanardi”, “Le straordinarie avventure di Pentothal” e “Giorno”.

E siccome questi titoli li abbiamo nella Cineteca dell’Istituto Cinematografico Lanterna Magica de L’Aquila, con anche il magnifico (ed in parte girato nel cimitero cittadino “Dellamorte Dellamore”,  da Sclavio, firmato da Michele Soavi- già aiuto di Argento e di Gillian- nel 1995), proporremo una rassegna critica, archeologica, filologica e riflessiva al Bonvi Parken di Modena, per l’edizione del 2013.


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